“San Valentino Stories” riscopre il significato originale dell’Amore

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Un moderno Cupido diventa una sorta di Caronte per traghettare le anime disperate dei cuori infranti e nello stesso tempo per guidare gli spettatori all’interno delle Stories, i piccoli racconti che vanno a comporre il film San Valentino Stories. Il Corriere della Campania è stato invitato all’anteprima che si è tenuta lunedì 12 al cinema Metropolitan di Napoli. La pellicola, dalla durata di 104 minuti e prodotta dai fratelli Alessandro e Andrea Cannavale è distribuita da Optima Entertainment, e vede tre storie distinte, che hanno come sfondo Napoli, le sue bellezze e le sue contraddizioni. Tutte dirette da tre registi emergenti: Antonio Guerriero, Emanuele Panara e il giovanissimo Gennaro Scarpato, al suo esordio cinematografico, nascono da un’idea di Alessandro Siani e prendono spunto dalla grande tradizione italiana di film a episodi. Tutte le narrazioni partono dall’esigenza registica di raccontare e testimoniare l’esistenza di un sentimento positivo. Il cardine dei racconti è la figura di Cupido, il cui interprete è l’unico ad essere presente in tutte le storie -visto che come recita il sottotitolo Cupido è nato a Napoli. L’Amore è il tema centrale della pellicola. Il sentimento viene indagato e sviscerato in tutte le sue forme, da quella che lo vede vincere la diversità religiosa, a quella forma di amore adolescenziale, fino a quella di un padre per una figlia e quella tra amici.

Il primo episodio, dal titolo Per amor di Dio, vede un’eccellente interpretazione di Pasquale Palma, nei panni di un suo omonimo, super cattolico che s’innamora di una ragazza buddista, Chiara (Denise Capezza). Il sentimento è reciproco, ma la diversità religiosa li allontana. Riuscirà l’Amore a rivelarsi il più potente credo mai esistito? Il regista Antonio Guerriero si serve di questo film per riflettere sulla frase trita e ritrita “Siete troppo diversi per stare insieme!”.

La seconda storia è quella di Giovanni Buselli, dell’Antonio detenuto del carcere maschile di Nisida che decide di partecipare a un corso di pasticceria per amore di Anastasia (Noemi Sales), detenuta nel femminile. Il titolo di questo episodio è L’isola di cioccolato, e nonostante possa sembrare quello che rappresenti il sentimento amoroso con maggiore superficialità, visto che i suoi protagonisti hanno in media 17-18 anni, è in realtà il più coinvolgente. Emanuele Panara riscopre il significato originale della parola Amore, dal latino a-mores, andare oltre la morte. Antonio è così innamorato di Anastasia che non vuole vederla morire, spegnere la propria voglia di vivere essendo reclusa e decide di aiutarla ad accendere una nuova passione.

L’ultimo racconto è quello di due migliori amici quarantenni, interpretati da Gigi e Ross, che dopo essere stati lasciati nel giorno di San Valentino scoprono un nuovo sentimento amoroso, quello di un padre nei confronti di una figlia: i due infatti scoprono che la bambina che avevano adottato anni prima a distanza per risparmiare sulle tasse è venuta dall’Africa per loro. L’Amore in questa storia non è solo quello per la quasi maggiorenne Aregash, Elena Sotgiu, ma soprattutto quello rinnovato tra due amici di una vita, disposti a fare qualsiasi cosa l’uno per il bene dell’altro.

Le tre Stories non sono accomunate solo da uno dei giorni in cui tutte hanno luogo, ovvero il 14 febbraio, il giorno di San Valentino, ma soprattutto, dal concetto di Amore come motore di un cambiamento vitale. San Valentino Stories è un invito al lasciarsi andare ai sentimenti e a non essere troppo prudenti in ambito amoroso.


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