Il manifesto programmatico della terza Repubblica

Un discorso, post-colloquio col Presidente della Repubblica, molto emozionato del Professor Giuseppe Conte, il quale dopo 2 ore di incontro con Mattarella, si apre in modo inaspettato all’Italia. Tralasciando alcune titubanze espositive normali per chi si ritrova difficilmente a dover parlare in pubblico e soprattutto ovvie se ci si ritrova a ricoprire, quasi per caso, il ruolo di Presidente del Consiglio incaricato, quello di Conte è un discorso studiato nei minimi dettagli, che risulta essere la sintesi perfetta tra le volontà delle due forze di maggioranza e le indicazioni del Presidente della Repubblica. Ciò che salta subito agli occhi è il fatto che le parole del Professore vanno dritte al cuore dell’uditorio. Il Presidente del Consiglio incaricato, esordisce, ovviamente, ufficializzando la sua accettazione dell’incarico con riserva. Il passo successivo delle sue dichiarazioni passa per la contestualizzazione del suo ruolo in una situazione molto complicata per il nostro paese, egli stesso, infatti, ammette “Con il Presidente della Repubblica abbiamo parlato della fase impegnativa e delicata che stiamo vivendo e delle sfide che ci attendono e di cui sono consapevole, così come sono consapevole della necessità di confermare la collocazione europea e internazionale dell’Italia” rompe subito gli indugi sulle paventate posizioni antieuropeiste del governo a trazione lega-cinque stelle, e così i mercati oggi ringraziano e gli interlocutori oltralpe si sentono molto più rasserenati. Prosegue poi introducendo un argomento inaspettato, soprattutto, per un discorso di accettazione dell’incarico come il suo “Il governo dovrà cimentarsi da subito con i negoziati in corso sui temi del bilancio europeo, della riforma del diritto d’asilo e del completamento dell’unione bancaria. E’ mio intendimento impegnare a fondo l’esecutivo su questo terreno, costruendo le alleanze opportune e operando affinché la direzione di marcia rifletta gli interessi nazionali.” Il Professore parla fin da subito della costruzione di eventuali alleanze in terreno internazionale sui temi del diritto di asilo, tema caro alla lega, e sui negoziati in materia di bilancio europeo, tema caro ai cinque stelle. Una giusta sintesi d’intenti. Il Presidente incaricato, ci tiene a sottolineare, e sarebbe grave il contrario, la sua totale autonomia nello svolgimento del suo ruolo, nonostante il suo punto di riferimento sia il programma frutto dell’accordo tra le due forze di maggioranza, che lo hanno scelto come premier. Egli ci tiene a sottolineare il suo impegno politico e non meramente tecnico all’interno di questo esecutivo facendo chiaramente menzione al suo impegno in prima persona nella stesura del “contratto di governo” nato tra Lega e Movimento 5 Stelle, egli infatti sottolinea “Il contratto su cui si fonda questa esperienza di governo, a cui anche io ho dato il mio contributo, rappresenta in pieno le aspettative di cambiamento dei cittadini italiani.” Dunque, vengono rassicurati anche gli elettori del Movimento 5 Stelle e quelli della Lega che vedono confermato il contratto come il baluardo di unione tra due forze alternative, che per il bene del paese si accordano andando a formare quello che lo stesso Conte ha ribadito essere “il governo del cambiamento”, parafrasando le dichiarazioni del capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio. Il Professore conclude toccando il cuore dei cittadini, i quali sentono il bisogno di essere riportati al centro del dibattito politico e degli interessi del paese. Egli infatti sottolinea il suo impegno da sempre a difesa delle persone, essendo un avvocato oltre che un docente universitario. Usa parole semplici che rappresentano in pieno quello che per tutti impersona il manifesto dell’Esecutivo della Terza Repubblica “Il mio intento è di dar vita ad un governo sarà dalla parte dei cittadini che tuteli i loro interessi. Sono professore e avvocato. Nel corso della mia vita ho perorato le cause di tante persone. Mi accingo ora a difendere gli interessi di tutti gli italiani, in tutte le sedi europee ed internazionali, dialogando con le Istituzioni Europee e con i Rappresentanti di altri Paesi. Mi propongo di essere l’avvocato difensore del popolo italiano. Sono disponibile a farlo senza risparmiarmi, con il massimo impegno e la massima responsabilità.” Una giornata storica, quindi, quella del 23 maggio, la quale lascia comunque aperta la fase più delicata che dovrà affrontare il Presidente del Consiglio e cioè quella della formazione della squadra di governo. Conte lo sa bene ed infatti chiude ricordando a tutti che è finito il tempo delle parole passando, velocemente, a quello dei fatti “Nei prossimi giorni tornerò dal Presidente della Repubblica per sciogliere la riserva e in caso di esito positivo per sottoporgli le proposte relative alla nomina dei ministri. Non vedo l’ora di iniziare a lavorare sul serio.”

Senza indugi, infatti, oggi partono già le consultazioni dalle 12:00, l’obiettivo è quello di arrivare a votare la fiducia già nella giornata di mercoledì al Senato.


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