Migranti e accoglienza: ecco il punto di scontro nel Movimento 5 Stelle

“Cosa ne è stato di Aquarius dopo tre giorni di stallo in acque internazionali?” dopo ore di attesa, finalmente, arriva la decisione “Aquarius arriverà a Valencia scortata anche da navi italiane”. Grande soddisfazione da parte del Governo italiano. Il primo  commento entusiasta è quello del Ministro dell’Interno, Matteo Salvini “Prima VITTORIA! 629 immigrati a bordo della nave Aquarius in direzione Spagna, primo obiettivo raggiunto! Non sta scritto da nessuna parte che gli immigrati debbano sbarcare tutti, e sempre, in Italia.Stiamo facendo di più noi in una settimana che la sinistra in sette anni“; seguono poi le dichiarazioni del Ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, il quale fin da subito ha dimostrato il suo appoggio alla scelta del vice premier Salvini, “Ringraziamo davvero la Spagna e il premier Pedro Sanchez che hanno deciso di accogliere la nave Aquarius. È il segno di un nuovo vento di solidarietà e condivisione che spira in Europa su questa emergenza”. Il nostro paese, però, da sempre ama spaccarsi su questioni di questo tipo, addirittura la rottura sembra essere arrivata anche nello stesso Movimento Cinque Stelle, dove è risaputo che si ritrovino anime provenienti dalle più differenti e disparate ideologie. L’anima di sinistra dei grillini si è espressa anche tra esponenti di spicco del Movimento, come il Consigliere Regionale campano, Vincenzo Viglione, il quale in un post sul suo profilo ufficiale Facebook, nelle ore più concitate di ieri esclama ” Risparmiamoci tutte le chiacchiere e l’ipocrisia di questo mondo. I migranti vanno accolti e aiutati. Punto.” , al quale sembra rispondere con un lungo post qualche ora fa, in completa opposizione, la sua collega al Consiglio della Regione Campania, Valeria Ciarambino, dallo stesso social “Conosco piuttosto bene il disastro del sistema dell’ACCOGLIENZA (mai nome fu più ipocrita!) in Italia per essermene occupata come volontaria e mai dimenticherò lo smarrimento di quel centinaio di giovani giunti nella mia città, fuggendo da guerra e disperazione. Ammassati in un albergo cittadino, nutriti con cibo scadente e sempre uguale, condannati a un’ozio umiliante, in attesa per almeno un anno del colloquio con la commissione che avrebbe stabilito se la loro richiesta di asilo poteva essere accolta, con le loro vite sospese. Solo i volontari e la mia città si presero cura di quei giovani, organizzando raccolte di indumenti per le loro necessità, occupandosi di insegnargli l’italiano, tenendogli compagnia nel nulla vuoto di quel CAS (centro di accoglienza straordinaria) in cui erano ospitati. STATO ITALIANO NON PERVENUTO. Questa è nella migliore delle ipotesi la condizione dell’accoglienza in Italia. Nella peggiore c’è il caporalato e lo sfruttamento nel lavoro nei campi, c’è il business che fa miliardi sulla pelle di questi uomini disperati, ci sono veri e propri lager in cui i richiedenti asilo vengono ammassati. Ed è in questo sistema indegno che qualcuno ancora osa chiamare “accoglienza” che sarebbero finiti anche i richiedenti asilo della nave Acquarius. Tutto questo non è umano, tutto questo deve finire, tutto questo non ha nulla a che fare con la volontà di farsi reale accoglienza alla disperazione. Finora nessun governo ha voluto affrontare questa questione e vi risparmio le ragioni, che NULLA hanno a che vedere con l’umanità, ma proprio nulla. Ora è arrivato il momento di farlo. E siccome finora gli altri Paesi europei se ne sono lavati le mani, è tempo di richiamarli con FORZA alle loro responsabilità.”  Posizioni distanti anni luce nello stesso Movimento politico, le quali dimostrano, in primis, quanto stia stretta questa “alleanza” governativa con la Lega ai penta-stellati, al punto di portarli a spaccarsi pubblicamente, rompendo quell’unità che da sempre contraddistingueva gli esponenti del Movimento Cinque Stelle. Non passa inosservata nemmeno la posizione apertamente ostile del più movimentista dei movimentisti, il Presidente della Camera, Roberto Fico, il quale sembra essere apertamente schierato contro l’asse governativo Lega- M5S. In secondo luogo, si nota una cosa che dovrebbe rincuorare coloro i quali hanno sempre tacciato il “partito” di Grillo come antidemocratico, e cioè che nel Movimento convivono anime differenti, molto spesso divergenti che per la condivisione di un progetto comune, attraverso il dialogo, convivono ormai da un decennio. Forse che sia proprio l’accordo con la Lega di Salvini a segnare il capolinea del Movimento fondato dal comico genovese e dall’imprenditore milanese? 


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