Addio a Giampiero Galeazzi: con lui va via un pezzo della nostra storia

Il giornalista romano è deceduto oggi, 12 novembre, a Roma all’età di 75 anni dopo una lunga malattia. Un dolore che accomuna tutti, dai giornalisti agli sportivi, passando per i personaggi televisivi e quanti lo hanno conosciuto.

“17:47, 10 maggio, Napoli campione d’Italia!”. Un grido roco, intriso di passione, che chiunque riconosce. Chiunque, anche chi quel pomeriggio di primavera non c’era. Un grido così iconico, da rappresentare al meglio uno dei momenti più belli della storia del Napoli. L’autore di quel grido, Giampiero Galeazzi, è scomparso a 75 anni. Da tempo soffriva di diabete.

Ripercorrere la vita di Giampiero Galeazzi è come ripercorrere la storia dello sport e del giornalismo sportivo. Giampiero ha contribuito a rendere il racconto sportivo più emozionante, travolgente, appassionato, vero. Nato il 18 maggio 1946, la sua carriera inizia prima nel canottaggio, poi entra in Rai poco più che ventenne. Un ragazzone, la cui stazza gli “costa” il soprannome di Bisteccone affibbiatogli dal giornalista Gilberto Evangelisti. Sempre ironico e autoironico, Giampiero ha accettato questo soprannome col sorriso.

Romano e tifoso della Lazio, sono entrate nella storia le sue telecronache delle partite del Napoli e della Lazio. Tra i momenti più belli, per i napoletani ma anche per gli sportivi, c’è sicuramente l’intervista a Maradona nello spogliatoio, dove Galeazzi venne travolto dalla festa e la sua camicia stravolta dallo champagne. Nella sua carriera ha condotto anche 90esimo Minuto e la Domenica Sportiva.

Non solo calcio. Le sue telecronache sono impresse nella storia. Bisteccone ha scritto anche la storia del canottaggio con le telecronache delle medaglie dei fratelli Abbagnale, Antonio Rossi e Bonomi. Nel tennis ha accompagnato le emozioni degli italiani nei trionfi nella Coppa Devis dei Nargiso, Gaudenzi e Furlan.

Il cordoglio è di tutti, non solo giornalisti, perché lui di amici ne aveva tanti: calciatori, tennisti, atleti, personaggi dello spettacolo o anche semplici fan. Oggi siamo tutti un po’ più tristi. Con Galeazzi va via un pezzo della nostra storia, ma con la consapevolezza che se non ci fosse stato lui, forse quei trionfi non sarebbero stati gli stessi.

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