Al via l'era Spalletti, nel segno di Insigne

Il Napoli batte 2-0 il Venezia alla prima grazie al capitano dal dischetto ed Elmas. Sfida difficile con Osimhen espulso e un rigore alto

Serata importante al Napoli per diversi motivi. In primis è l’esordio del pubblico, seppur con la capienza dimezzata, da quando lo storico San Paolo è stato ribattezzato Diego Armando Maradona, per Napoli da un santo a un altro, per alcuni un Dio. C’è poi l’esordio di Spalletti in azzurro e il ritorno del Venezia in Serie A dopo una storia travagliata che l’ha vista protagonista negli ultimi quindici anni, con un tecnico giovane e anch’esso alla prima in A: Paolo Zanetti.

PRIMO TEMPO 0-0: ROSSO PER OSIMHEN

Pronti via e il Napoli mette subito in difficoltà i lagunari grazie al pressing asfissiante di Osimhen, che almeno tre volte nel primo quarto d’ora rischia di far fare brutta figura al gioco dal basso dei ragazzi di Zanetti, in particolare il portiere Maenpaa. Ci prova poi anche Insigne da fermo, ma la barriera devia in angolo un ottimo colpo. Il Napoli va a caccia, aggredisce, ma non morde, e intorno al 20’ anche il Venezia si affaccia in avanti con Johnsen, sul quale però blocca facile Meret. Gli azzurri replicano con un vecchissimo marchio di fabbrica, il lancio di Insigni dalla sinistra a rientrare sul secondo palo per l’altro attaccante esterno, in questo caso Politano. L’ex Inter colpisce di prima, ma Maenpaa si fa trovare pronto.

La partita prende la prima svolta decisiva al 23’, quando Aureliano espelle Osimhen sugli sviluppi di un corner offensivo per gli azzurri. Il nigeriano sarebbe reo di aver colpito al volto Heymans. Il contatto sembra, onestamente, molto più lieve e comune di quanto il direttore abbia ritenuto, ma il VAR non interviene – non può correggere l’entità del colpo valutata da Aureliano – e il Napoli resta in dieci per 67 minuti più recupero, una vita.

La banda Spalletti diventa quindi meno pericolosa, ma resta al comando delle operazioni, gli ospiti ci provano solo dalla lunghissima distanza con Caldara, che di mestiere fa il difensore e non mette molto in ansia Meret.

Per Spalletti piove sul bagnato, quando al 34’ Zielinski dà forfait per infortunio muscolare, al suo posto Elmas. Dopo 34’ minuti di partita il Venezia prova a prendere il controllo del gioco, sfruttando anche l’uomo in più. Il Venezia però non è efficace e rischia di subire un pericoloso contropiede, fermato da Heymans che placca a due mani da dietro Insigne poco dopo la metà campo, giallo scontato per il centrocampista  ospite. Al 44’ con il Napoli che tocca il 62% di possesso palla arriva una delle occasioni potenziali più pericolose della partita, a favore del Venezia: cross di Molinaro dalla sinistra, che taglia tutta l’area e viene mancato da almeno due compagni liberissimi per questione di centimetri.

SECONDO TEMPO 2-0: INSIGNE-ELMAS

Dopo un inizio di ripresa spezzettato e un Venezia che arriva a cinque gialli in campo e un mezza occasione sulla testa di Heymans, che involontariamente per poco non mette k.o. anche Mario Rui, arriva un rigore per il Napoli. L’azione è imbastita proprio dal portoghese sulla sinistra che vede il suo crosso fermata da una mano troppo larga della difesa veneziana. Dal dischetto si presenta, ovviamente, capitan Insigne, che cerca a sorpresa l’angolino alto alla sinistra di Maenpaa, mandando troppo alto. Subito dopo ancora Heimans prova di prima da fuori, c’è potenza ma non precisione e Meret blocca senza troppi affanni.

Al 60’ arriva ancora un fischio di Aureliano pesante, quando assegna un altro rigore contro il Venezia per mano di Ceccaroni su tentativo di Di Lorenzo da dentro l’area, per il numero 32 ospite arriva anche il giallo, il sesto della serata per il Venezia.

Dal dischetto, ovviamente, si ripresenta Insigne. Il momento ovviamente è topico, ma stavolta il capitano azzurro non sbaglia, spiazzando Maempaa alla sua destra. Conclusione potente e bassa.

Il Venezia però c’è ed ha sempre l’uomo in più e al 67’ una bella incursione sulla sinistra di Johnsen porta ad una conclusione pericolosissima di Forte dal cuore dell’area. Fortunatamente per Meret, che era in traiettoria, la sfera scheggia il palo esterno e finisce sul fondo. Al 71’ Spalletti opera cambi che aveva inizialmente rinviato dopo il vantaggio dei suoi, gettando nella mischia Gaetano per Fabian Ruiz e Lozano per Politano.

La velocità del messicano diventa subito decisiva, perché neanche un minuto dopo il Napoli riparte in scioltezza, con Lozano, Gaetano e Insigne che dialogano a centrocampo. Il capitano azzurro subito rimanda per il Chuky nello spazio, che favorisce l’inserimento in area di Elmas dalla destra, che la piazza rasoterra sul palo alla destra dell’estremo difensore ospite.

Nell’ultimo quarto d’ora il Venezia prova anche a spingere, non avendo più nulla da perdere, ma Koulibaly e Meret si esaltano stoppando ogni cross o potenziale pericolo. Gli azzurri si sacrificano tutti, con Insigne che fa una sorta da falso nuove che  riceve e imposta le ripartenze, che però latitano. D’altronde il Napoli ha bisogno soprattutto di non subire. All’84 Spalletti regala anche la standing ovation ad Insigne, mettendo Petagna al suo posto. Momento emozionale per il capitano azzurro in periodo storico complicato del punto di vista contrattuale, ma sostituzione anche utile dal punto di vista tecnico, perché Petagna può far salire la squadra come Insigne, forse, non può. Subito dopo Lobotka ci prova stancamente dalla distanza, senza creare problemi alla porta del Venezia. Il finale è di marca lagunare, considerando anche che giocano oramai da sessanta minuti con l’uomo in più. Subito dentro la partita l’ex Dezi, che crea diversi pericoli alla retroguardia azzurra, ma nelle difficoltà si esalta come non faceva da tempo Koulibaly, con tanto di fascia al braccio ereditata da Insigne.

Alla fine, dopo un po' di sofferenza, Aurelian pone fine alla prima sfida, vinta, dell'era Spalletti a Napoli.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenta

Top