De Laurentiis: “Ho deciso il silenzio stampa per evitare speculazioni. Napoli-Verona? Non ho nulla da rimproverarmi”

Il presidente del Napoli ha parlato in una lunga conferenza stampa a Roma. Ecco le dichiarazioni di ADL.

Il patron azzurro Aurelio De Laurentiis rompe il silenzio stampa durato 4 mesi. La conferenza stampa nell’Hotel St. Regis a Roma segna l’inizio della stagione 2021/2022. Un incontro durato 2 ore in cui sono stati tanti gli argomenti toccati, dal covid alla disfatta di Napoli-Verona passando per la Superlega. ADL non ha avuto peli sulla lingua e, con la schiettezza che lo ha sempre caratterizzato, ha iniziato a parlare:

“È chiaro che i momenti del covid sono stati difficili.- ha esordito De Laurentiis-Leggevo del Premier inglese che ha castigato i protagonisti inglesi della Superlega. Allora contagi o non contagi, varianti o non varianti, gli si accorda la possibilità di fare la finale a Londra. Per voi è più importante giocare una partita che preservare la salute dei popoli! Questo ancora mi scandalizza. Draghi deve prendere atto che ci sono più di 30 milioni di italiani che trovano nel calcio una valvola di sfogo. L’80% di questi 30 milioni sono uomini che lavorano per il paese. Caro Draghi, perché ti disinteressi del completamente del calcio? Perché in Europa non sono obbligatori i vaccini? Nel calcio nessuno ha mai fatto nulla. Sono quarant'anni che c'è una legge sbagliata, si dice sempre ci deve pensare il governo, ma il governo non fa nulla. Stimo Draghi, ma il governo non s'è messo una mano sulla coscienza sul rosso del calcio, togliendo la burocrazia e lanciando innovazione, verificando come sanare i bilanci, tutti in rosso. Siamo tutti in rosso per il Covid, serve una soluzione".

Cosa è accaduto secondo lei la sera di Napoli-Verona che ha portato la frenata degli azzurri nella corsa Champions? Ha qualcosa da rimproverare o rimproverarsi?

“È stato un anno e mezzo improprio senza la presenza del dodicesimo uomo in campo. Le partite sembrano giocate in un acquario, le voci degli allenatori sembrano stordenti. Inimicarsi quello che è la logica di una squadra che può trovare da sola la propria rappresentatività. Come in un acquario, c’era una situazione irreale, le voci degli allenatori diventavano protagonisti, cosa che non accade in uno stadio pieno. Rimproverarmi qualcosa? No. Ho provato, durante l’intervallo, ad andare negli spogliatoi. Si arriva alla fine di un campionato così negativo e complesso dove tu, in qualche modo, sei già stato bastonato varie volte durante l’anno in delle partite in cui potevi dare di più. L’episodio del Cagliari ci aveva già creato dei patemi d’animo. Io non ho nulla da recriminare, è stato un campionato falsato. Abbiamo fatto un assist agli Europei senza sapere se potevano disputarsi”.

Cosa ne pensa della Superlega? È vero che il presidente del Real Madrid lo ha contattato per partecipare?

“No, non mi ha mai contattato. Non sono mai stato a favore. Non è che facendo un super torneo a 12, dove inviti tu gli altri, hai risolto i problemi dell’economia del calcio. Bisogna prendere coscienza che la Champions League e l’Europa League non servono ai nostri bilanci. Perez non ha avuto il merito di creare questa grandissima cretinata della Superlega, ma di dire perché voleva crearla. I nostri investimenti sono tali che non possiamo andare avanti con questi fatturati per fare un assist istituzionale a chi crede di governare il calcio invece di svolgere un’operazione straordinaria di segretariato. Sono anni che dico di creare un torneo europeo più equilibrato, evitando sorteggi fatti da ex glorie. Allora avrei fatto un campionato facendo partecipare le prime 6 squadre dei primi 5 campionati più importanti d'Europa. Qui sbaglia Florentino Perez, perchè se sono l'Udinese, la Fiorentina o il Verona e arrivo sesto devo partecipare all'Europa. Tutti gli attori del sistema dovrebbero sedersi intorno a un tavolo e discutere. Se faccio giocare la Juventus con il Crotone è difficile che i secondi possano vincere, ma qualcuno mi dirà di rispettare la democraticità del gioco. Vero. Ma è pur vero che Veltroni disse nel 1996 che le società di Serie A non sono dei club, ma s.p.a. Creare tornei che non ci permettono di tenere i conti in regola va contro la legge imposta da Veltroni”.

Che futuro immagina per il suo Napoli con l’ingaggio di Spalletti e questo futuro è legato al rinnovo di Insigne?

“Noi volevamo Spalletti già ai tempi della Roma. L’ho sempre tenuto in grande considerazione, è uno che sa allenare le squadre molto bene. Non è stato facile giocare contro di lui. Con Insigne non ci siamo proprio visti tra fine campionato e ritiro per gli Europei. Ci incontreremo con calma e sarà quel che sarà”.

Cosa non rifaresti o faresti nell’ultimo anno per rimettere in equilibrio l’aspetto economico finanziario? Basta vendere un giocatore?

“Forse non basterà vendere un giocatore. Dovremo vendere i giocatori che hanno aumentato a dismisura la loro arte salariale che il Napoli non può pagare. Purtroppo il covid ci ha giocato un brutto scherzo, quello di avere fiducia nelle istituzioni. Pensavamo che finisse prima del previsto. Ci siamo fatti prendere dall’entusiasmo, non avrei dovuto fare né acquisti né spostamenti. Avrei dovuto congelare tutto. L’errore che faccio spesso è che gli altri la pensino come me. La sera di Verona-Napoli? Ad un certo punto, visto che gli interlocutori televisivi erano ex calciatori conosciuti dall’allenatore e potevano speculare sulle dichiarazioni, ho deciso di mettere il silenzio stampa. Incontrai tutta la squadra al Britannique e dissi che avrei pagato tutto lo stipendio in anticipo e che l’allenatore doveva rimanere e doveva essere rispettato”.

Avrebbe voluto confermare Gattuso? Ha avuto dei ripensamenti?

“No. Prima della partita, Nicola Lombardo e io davamo per scontato di andare in Champions. Avevamo già preparato anche un saluto e un ringraziamento per Gattuso. Quando abbiamo pareggiato non lo abbiamo reso più essenziale e mandato a mezzanotte”.

Per chi farà il tifo venerdì tra Mertens e Insigne?

“Che domande! Sono tifoso dell’Italia, tiferò per Insigne”.

Quali giocatori sacrificherà? Vorrà una spiegazione dalla squadra in campo per Napoli-Verona?

“A Dimaro e a Castel di Sangro li guarderò negli occhi e a cercherò delle risposte. Venerdì mi confronterò con Spalletti alle 12.30 a Castel Volturno e insieme decideremo”.

C’è la possibilità che in questo ultimo anno e mezzo possano esserci infiltrazioni mafiose nel calcio?

“Dobbiamo tener conto che il calcio è tutto corrotto. Calciopoli fa ridere rispetto a ciò che c’è scritto nel libro Calcio-Mafia di Declan pubblicato nel 2006. Girano 500 miliardi neri all’anno con cui si possono fare eleggere presidenti di stati importanti, figuriamoci ciò che può accadere nel mondo del calcio”.

Qual è l’obiettivo prefissato per la prossima stagione dal punto di vista sportivo?

Dal punto di vista sportivo ho bisogno di quadrare i conti e tornare in Champions”.

Cosa ne pensa del caso della Salernitana? Secondo lei si iscriverà al campionato di Serie A?

“È difficile dare un giudizio. Però se io so che in serie A non posso avere una seconda squadra, nel momento in cui sto lottando per venire nel massimo campionato, devo avere già le carte in ordine per un eventuale cessione. Accadrà lo stesso al Bari di mio figlio. Finora di ricorsi al TAR non ce ne sono stati per quieto vivere. Sono quelle situazioni in cui, in maniera molto serena ed educata, si dovrebbe sedere ad un tavolo. Ma ciò andava fatto molto prima”.

Ci sarà una svolta per quanto riguarda il settore giovanile?

“Assolutamente sì, ma ci sono delle priorità. Non tutti i genitori sperano in una permanenza in Campania che è un territorio con dei problemi”.

Strategicamente ha idea di mettere in vendita gli abbonamenti o fare una partnership con il Napoli Basket che con un abbonamento si può vedere entrambe le società?

“Io volevo resettare tutto. Secondo me Draghi dovrebbe far entrare allo stadio solo chi ha fatto le due dosi di vaccino, altro che capienza al 25%! E come faccio a fare gli abbonamenti al 25%? Costa non può fare i conti sulle tasche altrui”.

Non si potrebbe richiedere un coaching-review per migliorare il VAR come accade già negli altri sport?

“Sono anni che lo richiedo, ma quello degli arbitri è un centro di potere”.

Cosa può rivelarci sulle maglie autoprodotte?

“Farò una conferenza stampa con Emporio-Armani. Però non posso fare chiacchiere, già sono in ritardo. A Castel di Sangro dovrò presentare le prime due maglie, dalla settimana del 7 al 15 agosto. Spero di fare prima”.

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