Dieci Opinioni dopo… Napoli-Venezia

Analizziamo in 10 punti la prima di Serie A terminata 2-0 per il Napoli. Nonostante l’espulsione e l’infortunio di Zielinski, Spalletti è riuscito a portare a casa i tre punti. Importantissimo l’apporto del pubblico.

Il nuovo Napoli di Spalletti vince la sua prima gara ufficiale e lo fa nonostante l’uomo in meno. Una gara sofferta, dove gli azzurri hanno avuto bisogno di due rigori (di cui uno calciato alle stelle) e il guizzo di Elmas per conquistare i 3 punti. I primi 90 minuti della stagione, nonostante il modesto avversario, permettono di tirare le prime, seppur provvisorie, somme.  Riparte il campionato, dunque, e ripartono anche le nostre…

DIECI OPINIONI

1) Il pubblico. Il ritorno dei tifosi allo stadio dopo un anno e mezzo davvero complicato è una boccata d’ossigeno, soprattutto se parliamo dei tifosi partenopei e del loro calore… Potremmo spendere l’intero articolo solo per gli stadi pieni (a metà), usare milioni di similitudini e frasi sdolcinate per spiegare quanto è importante il dodicesimo uomo in campo. Per esempio: “Il calcio senza tifosi è come un cielo senza stelle”. No, il calcio senza tifosi è semplicemente il calcio senza tifosi: niente. Davvero abbiamo avuto bisogno della pandemia per capirlo?

2) Osimhen. Espulsione generosa o meno, l’atteggiamento violento in campo non è mai corretto. Il nigeriano dimostra partita dopo partita di essere essenziale nell’11 di Spalletti, ma il suo gesto immaturo poteva davvero costar caro al Napoli. Non è la prima volta che Victor è così nervoso durante le gare importanti. Perché non trasformare questa rabbia in gol? Le qualità ci sono tutte.

3) Aureliano. Il direttore di gara della sezione di Bologna ha il cartellino facile. Sono addirittura 7 gli ammoniti del Venezia, 1 del Napoli. La prima ammonizione arriva dopo solo 10 minuti di gara. Così si genera una gara complicata da gestire, già agitata dal rosso di Osimhen.

4) Koulibaly-Insigne, pilastri azzurri. “Insigne è il nostro capitano, vogliamo tenerlo qui con noi”, parola di Kalidou Koulibaly. Il gigante senegalese fa una gara ottima, è concentrato, lotta su ogni pallone. E Lorenzo? Non si dà per vinto quando la squadra resta in dieci, fa di tutto per farla salire, aggredisce ogni pallone. Un vero capitano. Poi sbaglia il rigore, ma nemmeno lì vacilla e al secondo rigore non perdona. Per molti in partenza, ma dopo la prima di campionato il difensore e l’attaccante sembrano più motivati a restare di quanto possano esserlo tanti altri. Colonne portanti del Napoli.

5) La retroguardia azzurra. La difesa del Napoli è attenta, non si fa sorprendere quando il Venezia, forte della superiorità numerica, prova timidamente ad affacciarsi nella metà campo azzurra. Forse qualche svarione e qualche simulazione di troppo da parte di Manolas. Se il greco dovesse restare, con Rrahmani in crescita e Juan Jesus pronto a questa nuova avventura, Spalletti è in buone mani.

6) Elmas. Il macedone incanta con le sue giocate, la splendida rete del raddoppio è sua. Poi si perde in passaggi e inserimenti semplici. Diamante grezzo o mera illusione? Un’incognita, che solo un maggiore minutaggio può risolvere.

7) La freddezza di Spalletti. Giocare in 10 per 65 minuti e vincere addirittura, nonostante si tratti di una squadra neopromossa, non è mai semplice. Facile perdere la testa e non riuscire a tenere i nervi saldi. Invece, il tecnico di Certaldo attende, dà fiducia, crede nella sua squadra e nelle sue idee. La testa non la perde nemmeno con l’infortunio del centrocampista più importante. Il tempo gli dà ragione, la squadra lo segue e la vittoria arriva. Uomini forti, destini forti, diceva qualcuno.

8) La gara del Venezia. I lagunari arrivano a Napoli con molti assenti e un nuovo acquisto (Okereke) in attesa del visto. Tifo contro, ma tanto entusiasmo per la promozione. Giocano una gara timida che li porta ad aprirsi solo con l’espulsione. Le azioni che impensieriscono la retroguardia azzurra sono, però, davvero poche. L’ingenuità regala addirittura due rigori al Napoli. Resta l’amaro in bocca per la superiorità numerica non sfruttata, ma tutto sommato una sconfitta in trasferta contro una squadra come il Napoli ci sta tutta.

9) DAZN. Il passaggio allo streaming è completo. Tanti i pro e i contro di questo grande cambiamento. Su tutti, sicuramente l’idea che l’Italia non è ancora pronta alla tv via web. Con molte zone dove il segnale non arriva nemmeno per alcuni canali Rai, figuriamoci per Internet. Seguire le partite dove e quando si vuole, però, è una comoda e bella rivoluzione. Poco piacevole però non avere un pacchetto completo ed essere costretti a fare più abbonamenti. Un’ultima nota positiva: ieri il commento tecnico di Napoli-Venezia è stato fatto da un certo Stefan Schwoch.

10) Il mercato azzurro. Mancano ancora due settimane alla fine del calciomercato. Per il Napoli solo due acquisti (Juan Jesus e il terzo portiere Marfella). Per il momento, nessun big è stato ceduto. La squadra è forte e, esclusi clamorosi addii, basterebbe un piccolo sforzo per un centrocampista (Pjanic?). Forse ci vorrebbe anche una punta, visto che a gennaio Osimhen sarà impegnato in Coppa d’Africa. Il terzino non arriverà, bisognerà valutare Ghouam. La speranza è che l’algerino resti sempre il calciatore che abbiamo ammirato con Benitez e Sarri.

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