Dieci opinioni dopo… Udinese-Napoli

L’Udinese, il primato in classifica, Spalletti, la grande partita di tutti, la rivincita di Rrahmani e Lozano: il 4-0 alla Dacia Arena analizzato in dieci punti.

Per gli azzurri la trasferta di Udine, storicamente ostica, è stata una passeggiata (almeno dal 25’). Il Napoli ha espugnato la Dacia Arena con un poker, divertendosi e facendo divertire. Tre punti che pesano tantissimo, non solo per il primato in classifica, ma perché dà importanti certezze agli uomini di Spalletti. Nessuno sfigura, neanche i cambi. Senza indugiare troppo, analizziamo il successo del Napoli sull’Udinese con le nostre…

DIECI OPINIONI

1. La trasferta. Che sia il Friuli o la Dacia Arena, la trasferta di Udine non è mai stata gentile con il Napoli, specie nell’era Di Natale. Spesso l’Udinese è stata la bestia nera degli azzurri, i 3 punti diventavano una chimera. Difficile, poi, giocarci con la possibilità di guadagnarsi il primato in classifica: esame superato a pieni voti!

2. L’Udinese. L’inizio di stagione è stato incredibile per gli uomini di Gotti che, forti soprattutto del pari in rimonta sulla Juve, si giocavano anche loro il primo posto in classifica. I primi 25’ minuti sono stati complicati per il Napoli, a riprova di quanto questo successo non sia un caso.

3. Il primato. Il Napoli viene promosso a pieni voti, diventando il “primo della classe” in Serie A. Un primo posto meritatissimo che però non deve far perdere la testa: siamo solo agli inizi, tante sono le squadre forti. E non bisogna farsi illudere dalla Juventus! Certo, non va assolutamente sminuito il momento azzurro. Insomma, sarà un campionato molto competitivo.

4. Spalletti, ossia, carattere e determinazione. È sempre di più il Napoli di Spalletti. Il tecnico di Certaldo non perde mai la calma, non ha paura di cambiare modulo a partita in corso. Gli azzurri sono attenti, giocano come sanno e in ogni gol sono tutti protagonisti. La tranquillità e la concentrazione sono dimostrate ancora di più dal fatto che questi gol nascono dagli schemi sicuramente provati in allenamento.

5. Rrahmani-Koulibaly. I due centrali azzurri si intendono alla perfezione e non solo in difesa. Il secondo gol è di Rrahmani, un rapace sui calci piazzati. Koulibaly serve l’assist al kosovaro e nel secondo tempo fa un grandissimo 3-0. Se ormai il senegalese è “carta conosciuta”, dell’ex Verona possiamo dire che finalmente dopo qualche incertezza è riuscito a far emergere il suo talento. E no, non è un caso che Spalletti lo preferisca a Manolas.

6. Finalmente Osimhen. Ci eravamo arrabbiati tanto per quella espulsione contro il Venezia, ci sembrava poco attento. Poi, in 5 giorni è esploso e ci ha regalato la rimonta di Leicester con doppietta e il gol dell’1-0 (in realtà, più di Insigne). Il nigeriano è incontenibile, aggredisce la profondità e permette alla squadra di salire. Anche quando non segna, i suoi inserimenti favoriscono comunque gli altri mandando in tilt lo scacchiere difensivo avversario. Una pantera.

7. Politano-Lozano. Il Napoli dorme sogni tranquilli con i suoi esterni. Ottima la gara di entrambi, la differenza la fa solo la freschezza di Lozano rispetto al titolare Politano. Poi, il bel tiro a giro che vale il 4-0 per il Napoli, fondamentale per un inizio incerto viziato dall’infortunio all’occhio.

8. Il centrocampo azzurro. La presenza di Elmas e Fabián ha fatto storcere il naso, eppure molte azioni offensive sono state costruite da loro che andavano a supporto degli esterni. Lo spagnolo colpisce anche un legno clamoroso nel primo tempo. Bene anche Anguissa che, appena arrivato, si è preso subito un posto da titolare come i palloni rubati all’Udinese. Imponente.

9. Quei cori che non ci sono mai piaciuti. La storia vuole che, in qualsiasi stadio del Nord Italia, il Napoli e Napoli vengano bersagliati dai cori di discriminazione territoriale. Ma ben vengano! Cori che possono solo risultare ridicoli davanti al dominio assoluto degli azzurri. La risposta sul campo diventa sempre l’arma più bella.

10. Il calendario fitto. “Tante partite non devono essere un alibi”, ha detto Spalletti nel pre-partita. Atteggiamento giusto, che conferma ancora una volta il carattere e la determinazione con cui il toscano sta plasmando il suo Napoli. Eppure, vogliamo fare un po’ i guastafeste. La vittoria tranquilla ha permesso di osare un po’ di più con le sostituzioni, ma nei reparti in cui il Napoli non ha ricambi all’altezza tutte queste gare ravvicinate fra loro possono a lungo andare creare problemi. È già tempo di pensare alla trasferta con la Sampdoria, dove in attacco c’è un super Ciccio Caputo. Non c’è tempo nemmeno per vantarsi!

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