Dieci Opinioni dopo . . . Genoa-Napoli

Svolta Spalletti, che rende monumentali Insigne e Koulibaly, rivedibile il lavoro dei terzini e il reale apporto di Fabian e Lozano

Il Napoli di Luciano Spalletti ha portato a casa la seconda vittoria consecutiva della sua breve storia, liquidando con fatica il Genoa di Ballardini per 2-1. Sugli scudi sicuramente Petagna, autore del gol decisivo all’84’, Fabian Ruiz realizzatore del vantaggio e un Insigne a tutto campo, dopo essere partito da falso nueve.

Ma quali sono le sensazioni, i pensieri, le opinioni che ci lascia questa sfida? Andiamole a vedere insieme.

DIECI OPINIONI DOPO . . . GENOA-NAPOLI

1- Insigne stratosferico. Il capitano parte da attaccante centrale, quasi come il Messi di Gurardiola in un Barca che non c’è più. Pur con i suoi limiti fisici e la poca attitudine al  ruolo, Lorenzo gioca bene e quando torna nella sua posizione naturale, la sinistra, resta spesso il deus ex machina della squadra, in entrambe le fasi.

2 – Il calcio è bello perché è vario, ma regolamento e immagini alla mano, il fallo sul primo gol del Genoa ai danni di Meret sembra esserci. Il portiere azzurro viene travolto nello slancio, quando ha praticamente già preso il pallone, da un avversario che si muove - salta anche - andando a contatto con lui dopo averlo guardato. Il tutto essendo in ritardo.

3 – Restando su Meret, incolpevole appunto su quell’intervento, anzi, coraggioso nell’uscita, non possiamo mettere in risalto le parate fondamentali fatte in un momento difficile e in cui la partita poteva prendere una piega sbagliata. C’è una piccola macchia, però, con una palla che gli sfugge su una presa comodissima poco prima del gol annullato. Nonostante questo, però, per età, investimento, doti e finalmente sicurezza non può non essere lui il titolare.

4 – Nonostante il gol e una buona gara, soprattutto dopo la rete, restano ancora delle perplessità su Fabian Ruiz e il suo reale livello. Probabilmente oramai si dovrà prendere atto del fatto che è un buon giocatore, utile e funzionale alla causa, titolare, ma non un fuoriclasse alla Hamsik come si sperava anni fa.

5 – Pur non supportando l’insistente causa della necessità di un terzino sinistro, visto che il Napoli ne ha due di ruolo e tre giocatori che possono adattarcisi, quindi o prendi un fuoriclasse e ne vendi anche due di quelli che hai o meglio niente, sicuramente la sofferenza in cui sono andati in fase difensiva Di Lorenzo e Mario Rui è notevole. Vero, come tutti hanno spiegato dopo, per una difesa a 4 in un 4-3-3 è più difficile coprire sui quinti di un 3-5-2. Detto ciò, sembrano un po’ entrambi degli anelli deboli, molto più avvezzi alla fase di spinta che non di copertura e difesa e un paio di lezioni anche dell’Europeo (il rigore a favore del Belgio e il vantaggio di Di Lorenzo) mostrano questa debolezza anche a destra.

6 – Lozano ha giochicchiato in queste prime due gare. Si sapeva che la sua forma non sarebbe stata smagliante fra Golden Cup in Centro America ed infortunio all’esordio nella stessa, però non ha per nulla convinto, salvo il buon tentativo in avvitamento all’inizio della sfida. Considerando il finale della scorsa stagione e l’inizio di questa, aumentano i dubbi su di lui e sulla cifra spesa oramai due anni fa dal Napoli. Probabilmente, vista la sempre maggiore convinzione che provoca in tutti Politano – poco brillante però ieri – e l’imprescindibilità di Insigne, il messicano rischia un ruolo marginale e l’exploit di inizio campionato di un anno fa potrebbe restare un caso isolato.

7 – Meno efficace della volta scorsa, quando entrando dalla panchina ha deciso il match, Elmas si prende la responsabilità di sostituire quello che ad oggi è uno dei 3-4 giocatori più rappresentativi di questa squadra, Zielinski. Lo fa abbastanza bene, mostrando grande voglia e convinzione. Spalletti sembra gli sia entrato nella testa nel senso positivo.

8 – L’impatto di  Ounas sulla gara è stato pazzesco. Questo giocatore oramai da tempo fa pensare che potrebbe spaccare il mondo ma che gli manchi davvero un qualcosa di incomprensibile per farlo. Al Napoli sarà comprimario, ma in una stagione che si prospetta e spera lunga ed impegnativa potrebbe essere un’arma pazzesca in più in una zona di calcio nevralgica, ancor di più per Spalletti, come la trequarti.

9 – Una delle prestazioni più belle dal punto di vista tecnico, fisico, di carisma e di convinzione è stata quella di Koulibaly. Questo giocatore sembra letteralmente rigenerato, vicino a quello pazzesco dell’ultimo anno di Sarri. Padrone di quasi tutta la linea difensiva azzurra, mostra una sicurezza e una tranquillità di livello altissimo anche in uscita in anticipo e in avanzate offensive. Lo strapotere fisico in alcuni recuperi e la capacità di fermare sempre, comunque e ovunque l’avversario ne mostrano una grande superiorità. Enorme la grinta messa, anche in un paio di rilanci e recuperi estremi.

10 – Spalletti ha vinto due gare, subendo un gol e incassandone una. La squadra, fra infortuni, squalifiche ed inferiorità numerica, ha dimostrato forza mentale e anche tecnica, perché a tratti ha giocato molto meglio ed è stata molto più in controllo di Venezia e Genoa, pur avendo un paio di frangenti di grande sofferenza con quest’ultima. Quello che sembra cambiato, finalmente, è l’atteggiamento, nei giocatori singoli e nella squadra. Tutti sembra vogliano mangiarsi il campo e l’avversario. Spettacolare il lavoro fatto su tutti, dai giovani ai margini come Elmas, Ounas e Gaetano, ai leader appannati del passato come Koulibaly e Insigne, alle seconde linee come Petagna. La simbiosi, ad oggi, fra lui è questa rosa sembra massima, pur essendo ancora molto presto.

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