Dieci Opinioni dopo . . . Napoli-Cagliari

Con la vittoria sui sardi il filotto degli Azzurri conta sei vittorie in sei gare, condita dal rientro di Zielinski e dalle prove sontuose di Anguissa e Osimhen

Sei su sei per il Napoli, che si avvicina al record di otto vittorie consecutive con Sarri. Dopo la vittoria sul Cagliari sorridono soprattutto i tifosi azzurri, che ora cominciano leggittimamente a sognare in grande, mentre Spalletti e i senatori cercando di tenere gli entusiasmi nei binari giusti.

Dopo le vittorie frutto di sofferenza, cattiveria e determinazione contro Venezia, Genoa e Juventus, la squadra di Spalletti ha trovatoaltri tre trionfi molto più netti e perentori: due 4-0 con Udinese e Samp e il 2-0 di ieri sul Cagliari. Solo dati positivi quindi, partendo dai 16 gol fatti e solo 2 subiti, passando per i 4 clean sheat fino ai 18 punti su 18.

Quali sono stati i punti di forza che hanno portato il Napoli a questi risultati, in particolare di ieri? Quali sono le chiavi di questa svolta? Andiamo ad analizzare il tutto nelle nostre dieci opinioni dopo Napoli-Cagliari.

1 - Come in una buona mappa concettuale come quelle che si usavano ed usano a scuola per ripetere in vista delle interrogazioni, la serie del Napoli di sei vittorie su sei gare in Campionato porta a due conseguenze, che potremmo tracciare con due frecce che vanno una a desta e una a sinistra: da una parte la gioia dei tifosi, sempre più nuovamente perdutamente innamorati della loro squadra e leggittimati a sognare come non si faceva da qualche anno; dall'altra parte la calma, la professionalità, la difesa del gruppo, il trasmettere il fatto che è ancora presto e che non si è vinto nulla di Spalletti e giocatori, soprattutto i senatori, che però nascondono una gioia che sicuramente provano anche loro. Tutto scontato, in fondo, ma sicuramente va compresa la reazione forte dei tifosi dopo gli ultimi due anni, fatti di delusioni, cambiamenti, ripartenze, ammutinamenti e quant'altro.

2 - Oramai si sono già spesi fiumi di inchiostro, ma siamo pronti a versarne oceani sull'impatto pazzesco di Anguissa sul mondo Napoli. In un calcio che negli ultimi anni ci ha abituato ad interviste in cui anche i pluripalloni d'oro devono abituarsi ai nuovi campionati, ambienti e squadra, questo centrocampista camerunense è diventato titolare del Napoli a 48 ore dal suo arrivo dalla Premier per non uscire più dal campo o quasi. La prova che nel calcio, senza se e senza ma, il talento e la voglia di fare contano sempre moltissimo.

3 - Fra la gioia per le tante conferme celebriamo anche il riorno di Piotr Zielinski. Protagonista indiscusso nel Napoli di Gattuso, frutto nuove idee tattiche e l'infortunio subito alla prima, il polacco era partito con il freno a mano inserito. Ieri però ha giocato da titolare mostrando grandissima qualità, come sempre, con una giocata frutto di intelligenza tattica e qualità tecniche. Pensare a quanto potrebbe essere forte questo Napoli con il suo recupero e quelli di Mertens, Lobotka e Demme, fa davvero vedere un futuro roseo per gli Azzurri.

4 - Dopo Zielinski e Anguissa non possiamo non celebrare lo strapotere di Osimhen, in particolare fisico, ma anche tattico e tecnico. Un altro gol, da centravanti vero, che si mangia l'area, i difensori avversari e scaramenta il pallone in porta con forza. Oltre all'ennesima rete, che lo proiettano su cifre che sarebbero pazzesche a fine anno. Oltre a questo non si può non celebrare lo strapotere fisico di questo giocatore, che è letteralmente capace di tenere impegnata tutto il tempo l'intera linea difensiva della squadra avversaria, aprendo varchi a grandi giocate da parte di esterni, trequartisti e centrocampisti.

5 - Fra i tanti nomi che ci vengono in mente non possiamo non parlare di Rrahmani. Il difensore ex Verona si è preso quasi in silenzio il posto da titolare  a scapito di un veterano come Manolas. Il tutto è avvenuto e prosegue con merito, prendendo su di se il crisma di nuovo compagno di reparto di Koulibaly e magari un domani nuovo leader difensivo della squadra.

6 - Una nota positiva per la prestazione contro il Cagliari e non solo la meritano anche i due terzini, Di Lorenzo e Mario Rui. Questi due ragazzi, il secondo in particolare, sono stati spesso accusati di inadeguatezza e incapacità. Oggi sono e si mostrano con merito all'altezza del Napoli, di essere titolari nella squadra capolista del Campionato, sia per il loro apporto in fase offensiva che difensiva. Nella storia del calcio e nel calcio di oggi ci sono stati terzini migliori? Sicuramente, ma non per questo giocatori con la loro carriera e le loro prestazioni vanno tartassati tanto.

7 - Piccola nota stonata per Fabian Ruiz, che fa qualche passo indietro nella prestazioni rispetto alle ultime uscite e non soltato per il gol e l'assist non arrivato. Ieri sera, ben schermato da Mazzarri, lo spagnolo è sembrato meno play di quanto Spalletti volesse, meno al centro del gioco e meno efficace. Nonostante ciò, tutti questi meno sono sempre dovuti al paragone con il Fabian Ruiz visto nelle prime 5 sfide di quest'anno, perché anche quello di ieri resta di gran lunga migliore al Fabian Ruiz visto spesso nei due anni precedenti.

8 - Impossibile non notare ed esaltare Petagna, Elmas, Lozano e Ounas. Nessuno di questi quattro è finito sul tabellino, né per gol né per assist, e tutti sono partiti dalla panchina. E' proprio questa però la chiave. Entrati dalla panchina, alcuni al momento riserve fisse, entrano sul 2-0 e mostrano una voglia di fare pazzesca, ridanno linfa e ritmo alla squadra e danno un contributo enorme ad evitare guai nel finale. Quando una squadra, un gruppo, vive e gioca in questo modo, con persone che entrano dalla panchina senza viverla male e dando il centodieci per cento si è già sulla buona strada e, al di là di quanto dica Spalletti furbamente nel post gara, non è una cosa scontata.

9 - Dopo tanti calciatori non si può non parlare del deus ex machina di questo momento, Luciano Spalletti. Il tecnico toscano, come sottolineato da Zielinski e Insigne, ha preso un gruppo forte (chi ancora lo mette in discussione dovrebbe guardare ai punti fatti dal Napoli nel 2021 e nel periodo settembre-novembre 2020) e l'ha portato al momento ai suoi livelli massimi, forse ancora migliorabili. Oltre ad intuizioni tattiche, la chiave è stata indubbiamente nella psiche dei giocatori, decisamente più concentrati, più sicuri di se e più desiderosi di fare bene e dare tutto per 100 minuti. Importante ora sarà tenere il clima sereno e concentrato, senza subire le pressioni, e saper subito far ripartire tutti quando capiterà l'intoppo, la caduta, che prima o poi arriva sempre.

10 - In chiusura, visto che le nostre considerazioni sono sulla partita, non possiamo non citare un grane ex azzurro rimasto nel cuore di tutti i napoletani, mister Walter Mazzarri. Fa piacere rivederlo in Serie A, a Napoli e non solo ha espresso qualità che meritano di essere ricambiate con una panchina nel nostro massimo campionato. Sicuramente vanno comprese le difficoltà riscontrate in questo Cagliari - che fra l'altro è al terzo tecnico in un anno - ma dobbiamo essere onesti nel dire che la sua analisi post partita è forse troppo generosa con il suo Cagliari e troppo ingenerosa con il Napoli.

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