Napoli harakiri al San Paolo

Autogoal, un rigore sbagliato e un pareggio tra i fischi delle curve

Ricomincia il campionato e come di consueto, ritorna il nostro appuntamento settimanale con l’Amarcord.

Questa volta, il nostro racconto ci porta all’8 maggio del 2004, Serie B e, penultima di campionato, quando al San Paolo arrivò il Venezia.

14mila spettatori scarsi e un malcontento generale pensando che in quei 90 minuti fece tutto il Napoli.

Tutto comincia al quinto del primo tempo quando un cross innocuo dei veneti si trasforma in un autogoal: Manitta esce dai pali, Carrera (dall’alto della sua esperienza per la categoria) la poggia al compagno, ma la porta è sguarnita (errore grave di comunicazione) e Venezia in vantaggio. Sulla carta, azzurri molto più forti ma Il centrocampo è lento, senza idee e la manovra partenopea è prevedibile. Al 28esimo, però, accade qualcosa: Orfei spinge Zanini e per il signor Cassarà è rigore ma dal dischetto, il bomber Dionigi sbaglia clamorosamente tirando centrale. Terzo errore su 5 in campionato. Constatate le difficoltà della mediana, gli azzurri si rendono pericolosi con gli esterni ma sia Del Grosso che Zanini, non trovano pronti i terminali offensivi e al riposo, Napoli sotto.

Seconda frazione diversa con i partenopei che subito si rendono pericolosi con Vidigal, ma il tiro del portoghese non è preciso. Simoni chiede ai suoi di alzare il baricentro ma la manovra è ancora lenta. Non rende giustizia lo striscione polemico apparso in curva anche se diventa lo stimolo per i padroni di casa che al nono della ripresa pareggiano grazie a Dionigi, che dagli sviluppi e calcio d’angolo trafigge Benussi. Poteva essere il prologo di una grande rimonta e invece, diventa l’anticamera della noia. Solo Zanini ci riprova, ma il suo tiro sbatte sulla traversa. Neanche l’ingresso di Vieri (Max per intenderci) non risolve nulla e al fischio finale, il Napoli conquista il ventitreesimo pareggio di una stagione suggellata da fischi, forse meritati.

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