Napoli-Torino: le dieci opinioni.

Eguagliato il record di vittorie consecutive, questo Napoli fa sognare l’intera città.

Buona anche l’ottava per il Napoli di Spalletti che sembra inarrestabile anche nei momenti di difficoltà e anche nelle partite difficili. Sono proprio queste le vittorie che qualcuno definisce sporche ad essere la prova più certa della maturità della squadra che riesce a portare a casa, magari brillando di meno, l’intera posta in palio.

 

Le dieci opinioni.

 

1 • Il record. Un po' alla volta e con tante buone prestazioni, ormai è cosa fatta il raggiungimento del record delle otto vittorie consecutive. Spalletti eguaglia così la splendida cavalcata iniziale che caratterizzò qualche anno fa il Napoli targato Maurizio Sarri. Eguagliato il record,  passa per Roma la possibilità di superarlo.

 

2 • Il rigore “maledetto” Nonostante un buon inizio di stagione, la maledizione dagli undici metri rischia di rappresentare l’unica nota dolente delle otto buone prestazioni di Lorenzo Insigne. Tre errori su cinque diventano numeri forti per non  dubitare sulle capacità realizzative dagli undici metri del capitano azzurro.

 

3 • Il gruppo. Questo inimmaginabile avvio di stagione, tra le tante cose, rappresenta anche l’esaltazione del gruppo. Tutti coinvolti nel progetto  e tutti pronti a  dare il contributo indispensabile alla sua realizzazione. Non esistono figure marginali così come musi lunghi o dichiarazioni fuori luogo ma solo tanta unione d’intenti e tanta predisposizione a rendersi utili al conseguimento del risultato finale.

 

4 • Fattore Osimhen. Non c’è dubbio che poter contare su  un attaccante così forte come il nigeriano risolve gran parte dei problemi della squadra azzurra soprattutto nelle partite difficili come quella di ieri sera. Gol a parte, Osimhen rappresenta un’opzione di gioco a cui affidarsi in ogni momento e in ogni partita, basta cercarlo con lanci lunghi, senza andare tanto per il sottile, per creare qualcosa di pericoloso e decisivo.

 

5 • Tabù Juric. Il tecnico croato nella passata stagione era diventato la vera e propria bestia nera per il Napoli. Non solo il suo Verona aveva portato via al Napoli ben 4 sui 6 punti a disposizione nel doppio confronto, ma con il pareggio dell’ultima giornata aveva anche condannato gli azzurri all’esclusione dalla Champion. Aver sfatato questo tabù è senz’altro un ulteriore merito da ascrivere ai ragazzi di Spalletti.

 

6 • La solidità difensiva. I campionati in Italia si vincono con la solidità della difesa ed è proprio questa una delle qualità più evidenti che la squadra è stata in grado di esprimere nelle prime otto partite di campionato. Solo 3 gol subiti è un dato significativo e allo stesso tempo molto incoraggiante su cui contare nel prosieguo del torneo.

 

7 • L’aspetto psicologico. Il lunghissimo applauso di Spalletti successivo al rigore fallito da insigne la dice lunga sulle capacità e sulla sensibilità del mister toscano a  considerare l’importanza dell’aspetto psicologico nella gestione del gruppo. Così ogni azione, ogni conferenza stampa, ogni dichiarazione rilasciata e la stessa gestualità che accompagna la sua presenza in panchina sono tutte azioni finalizzate a preservare questo giocattolo perfetto da ogni tipo d’insidia che potrebbe minarne la tranquillità.

 

• Ospina sempre più titolare. Le 6 presenze su otto partite disputate in questo campionato sono il segno evidente che la porta azzurra ha ormai nel portiere colombiano il suo custode principale. Con il passare delle giornate diventa sempre meno praticata la regola dell’alternanza che aveva caratterizzato tra i pali passata stagione e sempre più precisa  l’idea di affidarsi ad Ospina con regolare continuità.

 

9 • Il  rientro di Mertens. La partita contro il Torino è servita anche a certificare il rilancio in questo campionato di un  giocatore  che potrà  risultare decisivo nelle prossime giornate: Mertens. I numeri in azzurro del belga sono così importanti da non poter avere un peso nel prosieguo del campionato. Con la partita di ieri e lo spezzone di gara disputato, continua senza assilli particolari,  la marcia di avvicinamento del belga alla migliore forma fisica e alla possibilità di ritagliarsi anche in questa stagione un ruolo da protagonista.

 

10 • Esame Olimpico. Non poteva esserci momento migliore per affrontare i giallorossi di Mourinho. L’esame Olimpico arriva nel momento in cui il gruppo sembra aver definitamente acquisito la consapevolezza della sua forza. Vincere a Roma potrebbe, così, significare non solo mettere insieme nove vittorie su nove ma anche ottenere una sorta di legittimazione alle aspirazioni di vittoria finale.

 

 

 

 

 

 

 

 

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