Quagliarella-The Untold truth: la verità sull'addio dell'ex azzurro

Disponibile su Mola tv, racconta la storia di un simbolo della Serie A, costretto a lasciare il Napoli perché vittima di stalking. Il trasferimento incompreso di un calciatore destinato ad essere bandiera del Napoli e la sua rinascita.

Fabio Quagliarella è un pezzo incompiuto della storia del Napoli. La sua difficile vicenda lo portò lontano e questo significò grande delusione per i supporters partenopei. Tanta rabbia per quell’inspiegabile trasferimento alla Juventus nell’estate del 2010. Poi, dopo solo 7 anni la verità: l’ex numero 27 azzurro era stato vittima di stalking e diffamazione. L’autore era un amico di famiglia agente della polizia postale che, attraverso minacce, messaggi e persecuzioni in anonimo anche alla Società Sportiva Calcio Napoli, aveva condannato Fabio a lasciare la squadra dei suoi sogni.

Oggi questa storia rivive con il documentario Quagliarella – The Untold Truth, distribuito in Italia dalla nuova piattaforma OTT Mola Tv dal 25 ottobre. Ideato e scritto da Goffredo d’Onofrio, con la regia di Giuseppe Garau, dura 90 minuti, proprio come una partita di calcio, e racconta la storia di un simbolo della Serie A. Una storia che è anche la storia della grande forza di Fabio di rialzarsi e riprendersi ciò che gli era stato tolto, dentro e fuori al campo.

Nel documentario è lo stesso Quagliarella a raccontarsi, con la partecipazione e le testimonianze di chi ha percorso una parte importante della sua carriera. Tra i tanti: Massimiliano Allegri, Andrea Barzagli, Leonardo Bonucci, Simone Pepe, Giorgio Chiellini e Alessandro Del Piero.

Parlare di Fabio Quagliarella ai napoletani nei mesi e negli anni successivi al suo trasferimento era come toccare una ferita aperta, dove l’odio nascondeva la delusione per un amore perso inspiegabilmente. Traditi proprio con la rivale per eccellenza, la Juventus. La vicenda di stalking è stata rivelata grazie ad un’intervista rilasciata dal calciatore nel 2017 durante la trasmissione Le Iene. Lo stalker è stato condannato in primo grado a 4 anni e 8 mesi di reclusione, oltre all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e un risarcimento danni. Un incubo finito soltanto grazie alla denuncia del padre di Quagliarella.

Grande festa per la presentazione del documentario, dove sono intervenuti amici, calciatori e allenatori che hanno fatto parte della sua carriera. Visibilmente emozionato, Fabio ha dichiarato: "Tante volte rivedendo le immagini ti vengono in mente i compagni di squadra, e spesso sono stato introverso. Ho provato a far vedere la mia parte gioiosa, però era difficile: vivevo un incubo, sorridevi ma non riuscivi a essere davvero partecipe, dentro di me ero morto”. Ovviamente, non manca un pensiero per i napoletani: “È stato brutto non poter vivere serenamente tra la mia gente e con la mia famiglia. Quando è uscita fuori la sentenza ho percepito dal popolo napoletano un affetto pazzesco. Da quel giorno è come se fossi ritornato a giocare con la maglia del Napoli. A distanza di anni c'è ancora chi mi abbraccia e chi mi chiede scusa. Io però ripeto: nessuno deve chiedermi scusa perché nessuno sapeva nulla. Lo sapevo solo io e la mia famiglia". 

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