Un pensiero per Maradona

Oggi, 25 novembre 2021, ricorre l’anniversario della morte di Diego Armando Maradona. Come redazione abbiamo voluto ricordare il Pibe de Oro, mito dell’infanzia e dell’adolescenza di tutti noi, attraverso i nostri ricordi e le nostre emozioni

A un anno dalla scomparsa di Diego Armando Maradona, non si fermano le iniziative per ricordarlo. Il 25 novembre 2020 è stata una data triste per tutti. Per celebrare questo anniversario, la redazione sportiva di Corriere della Campania ha voluto ricordarlo così: ognuno di noi ha voluto mettere nero su bianco i propri ricordi, emozioni e pensieri su quel ragazzino dalla cascata di ricci e il numero 10 sulle spalle.

D10S…

Sinonimo di appartenenza alla città, alla maglia, alla gente di Napoli. Appartenenza a tutte quelle persone che come lui hanno sofferto e cercato il riscatto sociale. Diego è sinonimo del cuore di Napoli, un cuore azzurro come il cielo ed il mare partenopeo. Diego è sinonimo dell’altruismo, della bontà e del carisma. Diego è sinonimo della storia. La storia di Napoli, del calcio e di tutti quelli che l’hanno amato. Diego è sinonimo di ricordi. Ricordi che riaffiorano nella mente dei più grandi e dei più piccoli; ebbene sì, anche dei più piccoli: avete mai visto un “Duemila” che non conosce Maradona? Impossibile, tutti hanno visto Maradona, anche chi non l’ha vissuto. Maradona è ovunque, tra la gente, nei vicoli più stretti della città e nella vita di chi è cresciuto con questo ideale. Maradona si sente. Maradona non è mai morto; è vivo nel cuore di chi ama Napoli. È vivo nella mente di chi ha onorato questa leggenda e si sa: le leggende non muoiono mai.

Diego, la leggenda eterna vicina a tutte le generazioni

La potenza e l'influenza di Maradona è un qualcosa di inarrivabile ed inimmaginabile. Il Pibe de Oro ha lasciato Napoli nel 1991 ed appeso gli scarpini al chiodo nel ‘97. Tanti ragazzi (me compreso) non hanno avuto la possibilità di vederlo giocare dal vivo (purtroppo). Ma tutti noi siamo cresciuti con il mito di Maradona. Molte volte, vedendo soltanto un suo video o una sua videocassetta, ce ne siamo già innamorati. La leggenda di Diego è arrivata alla nostra generazione grazie ai nostri genitori e i nostri nonni che ci hanno parlato con le lacrime agli occhi e il cuore pieno di gioia. Un supereroe argentino che con il 10 dietro la schiena ha ridato gioia ed emozioni ad un popolo spesso martoriato.

Re Diego, la favola più bella

Noi napoletani degli anni ’90 ci portiamo un peso difficile da digerire: non aver mai visto giocare Maradona e non aver festeggiato i due scudetti. L’invidia che proviamo per i nostri genitori e nonni non si descrive. Eppure, sono proprio loro che ci hanno raccontato di lui. Nelle storie di noi bambini la favola più bella era quella di Re Diego, venuto da lontano, pronto a sconfiggere le squadre del nord (streghe cattive, che ci avevano portato via tutto). Lui, il principe azzurro che salva la principessa Napoli da anni di anonimato e porta in città uno scudetto. La festa del popolo napoletano, il suo popolo, senza eguali nel mondo. Il 25 novembre 2020 lascia dentro un vuoto che non sarà mai più colmato. Perché Diego è stato amato davvero da tutti, anche da chi in quegli anni non c’era.

¡Descansa en paz, Pelusa! Riposa in pace.

Ciao Diego

Era un mercoledì freddo che diventò gelido quando ricevetti la notifica sul cellulare: non ci volevo credere. Eppure, era successo! Tu, il campione, il mio idolo ...non c'eri più! 

Lo sai Diego, ho iniziato a scrivere pensando che un giorno ti avrei intervistato! Dovrei essere incazzato visto che hai infranto il mio sogno da bambino, un sogno nato nel vedere le tue gesta in videocassetta. 

Lo sai Diego che quando eri il ct dell'Argentina ho tifato per l'Albiceleste e che la mia seconda squadra è il tuo Boca!

Lo sai Diego che in ogni città dove sono stato ho lasciato un adesivo col tuo nome: lo facevo affinché tutto il mondo ti conoscesse (anche se so che non c'era bisogno, chi è che non ti conosce?!) 

Lo sai Diego che hai uno stadio col tuo nome? Anzi due: uno dove iniziasti e l'altro dove sei diventato una leggenda, un dio. 

Lo so Diego...avrei potuto scrivere qualche riga in più ma non trovo le parole. Non eravamo preparati! 

Porque el mundo es una bola que se vive a flor de piel...avevano ragione! 

Ciao Diego. 

 Diego e Napoli: una storia di anime

La storia tra Diego e la città di Napoli è una storia di armonia di anime. A distanza di un anno dalla scomparsa di Diego Armando Maradona quello che rimane ben impresso nel cuore di un’intera città e che riesce a sopravvivere in maniera assolutamente indelebile è la consapevolezza che la storia tra il campione argentino e la più contraddittoria delle città al mondo sia stata la bella storia di un incontro tra anime affini in grado di armonizzarsi per continuare a vivere in un ricordo senza alcun dubbio destinato a divenire inossidabile.

È proprio in nome di quell’armonia, realizzata tra comuni debolezze e sfrenata genialità che il ricordo di Diego è destinato a vivere, senza tempo nei cuori di tutta una città, così come si può essere sicuri che il ricordo della città, in qualche remota porzione dell’universo, continui a vivere nel cuore di Diego. 

A cura di: Vincenzo Crispino, Maria Anna Gagliardi, Francesco Piscopo, Enrico Russo, Ronald Abbamonte.

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