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Le vie del Signore sono finite? Fede, speranza e templari.. intervista a Laura Pedrizzi

Abbiamo raggiunto Laura Pedrizzi telefonicamente e ci ha ‘accolto’ con grande solarità, abbiamo parlato del suo nuovo libro, Le vie del signore sono finite? Riflessioni di un cristiano del III° millennio, di fede, pandemia e templari!

Quando ho telefonato Laura Pedrizzi per chiederle un’intervista sul suo nuovo libro ero affascinata dal suo background: attiva nel sociale, sempre in aiuto dei più bisognosi e, cosa che mi incuriosiva di più, è una Templare. Nel 2020 si può ancora parlare di Templari? Parlando con Laura ho scoperto di sì e lei mi ha spiegato cosa significa essere un Templare oggi.

Laura Pedrizzi ha all’attivo già tre libri e Le vie del Signore sono finite? Arriva in un momento di grande difficoltà e confusione sociale e umana, come questo che stiamo vivendo, quasi come una sorta di profezia e proprio il titolo, emblematico, spinge il lettore ad interrogarsi, riflettere, guardare oltre.

Cosa l’ha spinta a scrivere questo libro?

Questo libro è nato d’impeto, è stato scritto in pochissime notti. Mi ci è voluto molto più tempo per risistemarlo che non per scriverlo perché il libro poteva essere pronto tranquillamente dopo sette giorni di lavoro. Ho sempre avuto la sensazione di essere guidata dalla mano di Dio. Non c’è stata nessuna logica, nessun pensiero raziocinante, ho cominciato così ed è nato prima il titolo. Penso che nel libro ci sia il pensiero di molte persone, le domande che si pongono tante persone ma che non hanno il coraggio di esporle. Perché oggi abbiamo quasi paura di parlare, abbiamo quasi paura di mettere a nudo quelli che sono i nostri pensieri perché siamo condizionati dalla politica, dal pensiero altrui, dalla Chiesa.. c’è una cappa al di sopra dell’essere umano che è difficile da dissolvere, una nebbia e si ha paura di parlare perché oggi se non sei conformato a dei pensieri che dettano le regole sei fuori gioco, quindi ci vuole anche coraggio per dire le cose. Si ha paura perché andare contro a quelle che sono le regole di questo momento e che vengono dettate da altri significa essere giudicati, essere emarginati, significa tanto.

È un momento storico in cui si parla tanto di democrazia, di pensiero libero, di uguaglianza ma non è la verità quindi, nel momento in cui tu decidi di scrivere delle cose e di manifestare il tuo dissenso sei fuori, sei un coraggioso, sei un paladino che molte volte combatte con i mulini a vento. Si diventa dei Don Chisciotte però c’è la necessità che qualcuno dica e manifesti la verità, poi il tempo ci darà ragione.. la verità comunque verrà fuori e si farà spazio.

Secondo lei quanto è difficile essere fedele oggi, in questo momento così particolare?

Quando anche la tua fede viene messa in discussione perché è nelle mani degli uomini, della politica, diventa difficilissimo districarsi in questo labirinto perché è finito questo rapporto di fiducia, dall’affidarci. Dio è passato in secondo piano, come un qualcosa che viene dopo l’umano, e quando il tutto diventa politica dobbiamo rivedere tutto, fare dei passi indietro. Io penso che tutto quello che stiamo vivendo serva a uno scopo altrimenti c’è da impazzire e allora questo modo di vivere, questa nostra solitudine come esseri umani ci mette nelle condizioni di riconnetterci con Dio.

Lei fa parte dell’Ordine Sovrano Militare del Tempio di Jerusalem . Cosa vuol dire essere un templare oggi?

Essere templare oggi vuol dire tutto ciò che abbiamo detto fino ad ora. I templari erano quelli che difendevano con la vita il Santo Sepolcro, erano quelli che andavano alla ricerca de Sacro Graal. Ma cos’è il Sacro Graal? È il cuore di Cristo, la verità cristiana. Lasciamo perdere le sciocchezze, la coppa, la coppa dell’ultima cena, un calice…sono secoli che si cerca un calice ma non c’è nessun calice, il Sacro Graal è il cuore di Cristo ed è contenerlo dentro di sé.

Ognuno di noi ha il Sacro Graal, tutti gli esseri umani custodiscono il Sacro Graal, è questa lampada accesa che non si spegne mai perché da buon cristiano la alimentiamo sempre con le azioni anche perché la fede se non è sostenuta anche dalle azoni non ha senso di esistere e senza azioni il Cristo non sarebbe stato messo in croce. Il templare oggi che funzione ha?? Me lo chiedono in tanti. Siamo quelli che ritenendosi custodi di una verità cristiana portano avanti a tutti costi quella verità, a costo di essere presi a calci portiamo avanti questo tipo di discorso che è di fede. Credere fermamente, avere fiducia in questo Dio, essere disponibile verso il prossimo.

Noi non facciamo solo teoria, siamo in trincea. A livello capillare andiamo sui comuni e prendiamo i contatti di famiglie bisognose, di bambini che non hanno possibilità di avere regali ecc e siamo presenti sempre, a livello alimentare, ricreativo per cercare di portare un sorriso perché poi le categorie più colpite di oggi sono gli anziani e sono i bambini. Invece di fare tante chiacchiere o politica siate più concreti, da una parte abbiamo le nostre radici e dall’altra parte abbiamo il nostro futuro, non sono due categorie da distruggere. Gli anziani sono quelli che dovrebbero essere la nostra storia, la nostra tradizione, la saggezza, la trasmissione attraverso i racconti, attraverso il vivere con i bambini.

Il bambino, con quello che sta vivendo, è un demotivato, è un bambino che non ha fiducia nel futuro quindi si dovranno inventare altri tipi di vaccini che ridiano fiducia a questi ragazzi, che diano la forza a questi ragazzi. Questa è una nuova generazione che era già fragile per aver avuto più di quello che ha avuto la generazione precedente quindi il nostro errore è stato quello di passare dal grande sacrificio all’avere tutto e i giovani, i ventenni e i trentenni purtroppo sono fascia fragile perché avendo avuto più del normale pensavano che la vita fosse questa, e invece non è così. Si sono trovati ad affrontare un problema più grande di loro e non se ne parla, né in tv e nemmeno sui giornali, non si parla dei suicidi che si stanno avendo in questo periodo, che c’è una fragilità che esisteva già di base, una non resistenza ai problemi e sono i giovani che si stanno togliendo la vita.

Dalla mia esperienza di vita posso dire che tutto quello che era nelle mie facoltà, nelle mie possibilità l’ho messo a disposizione dell’umanità. Tutto quello che potevo fare e che potrò fare è a disposizione degli altri.

Il nocciolo della questione sta nel capire la missione che ti è stata affidata, la nostra vita sarebbe molto più semplice. Torniamo quindi sempre al nocciolo della questione: se io credo in Dio, se io credo in questa energia che conosce di me ogni cosa ancor prima che venissi al mondo, e lui mi ha permesso di venire al mondo, io devo capire qual è il suo disegno per me. Nel momento in cui io sono ostinata e batto i piedi a terra non volendo capire o facendo finta di non capire quale è stato questo compito, lì nasce il conflitto, il conflitto che c’è in ogni essere umano.

 Fino a quando non riconosci la tua missione ti mancherà sempre un pezzo, sarai sempre una persona insoddisfatta, ti mancherà sempre qualcosa per raggiungere la serenità del vivere.

Una conversazione interessante e molto stimolante che ha toccato temi delicati e posizioni condivisibili e non, ma che con molta serenità e apertura mentale ci ha aperto una finestra su una realtà per alcuni lontana e per altri più vicina.

Un libro che è riflessione su una riflessione, che offre al lettore e al fedele un sostegno per affrontare le difficoltà di oggi, i problemi e le contraddizioni.

 

 

 

 

 

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