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Corriere del Mattino

Claudio Baglioni e il ritorno alla bellezza con “Gli anni più belli”

di Martina Barbieri 10/01/2020 19:50

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Cos’è una poesia, se non unione di musica e parole? E una canzone se non permette di immaginare e visualizzare una serie di forti emozioni che automaticamente si traducono in immagini?!? Il nuovo inedito di Claudio Baglioni nasce ad hoc come soundtrack di un film magico in prossima uscita nelle sale cinematografiche ed è un sogno ad occhi aperti in cui ogni parola ha grandissima potenza evocativa.

“Noi che sognavamo i giorni di domani per crescere…”

La bellezza è negli anni dell’artista che non hanno cambiato la sua musica, è l’appagamento dei nostalgici che provano il dolore del ritorno ad una canzone italiana che ha tracciato la storia, la cultura e l’identità; ma è anche l’emozione di riaffacciarsi in un ricordo e rivivere la spensieratezza della propria adolescenza, sia pure con l’amarezza delle speranze audaci e spente.

“Noi che volevamo fare nostro il mondo e vincere”

L’immortalità unita all’invincibilità è la velleità di ogni adolescente.

È davvero un ritorno alla gioventù quello del più recente conduttore di Sanremo (2018 e 2019), che all’indomani della settantesima edizione del Festival della canzone italiana, condotto da Amadeus, oggi, 10 gennaio 2020, fa uscire il primo dei suoi singoli inediti, Gli anni più belli- che andranno a costituire un nuovo album in primavera- colonna sonora dell’omonimo film di Gabriele Muccino.

“Ma il destino aspetta dietro un muro e vivere è il prezzo del futuro”.

L’unico modo, però, per capire se si sarà in grado di portare avanti i propri sogni è crescere ed affrontare la vita giorno per giorno per costruire anche attraverso il sacrificio il futuro che si desidera.

Frasi incisive, in una musica dolce e suadente, con picchi che ricordano perché Baglioni si ama al primo ascolto ed è diventato la voce che è.

“Noi, guance senza fiato, noi, labbra di peccato, noi, passeggeri persi nel passato.”

Ognuno è sempre perso nella nostalgia di un passato idealizzato nel ricordo che non potrà più tornare, a meno che…. non si ascolti Baglioni!