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Dieci Opinioni dopo . . . Napoli-Genoa

Dal nuovo modulo alla prestazione di Lozano, passando per un risultato che va analizzato dal giusto punto di vista. Insomma, tutto quello che pensiamo della gara di ieri

Image credit: Behance


Buongiorno e ben svegliata, se siete tifosi del Napoli questo è sicuramente un bel giorno, nostante sia lunedì. Il perché è presto detto, ieri la squadra azzurra ha preso letteralmente a pallonate il Genoa, con un secondo tempo pazzesco. Ovviamente noi ci siamo svegliati con tante riflessioni, che andiamo a riassumere nei nostri classici dieci punti.

LE DICI OPINIONI DOPO NAPOLI-GENOA

1 - Attenzione al risultato! Un 6-0 è bello, roboante, stimolante e, sportivamente parlando, eccitante, ma attenzione a non inebriarsi troppo. Siamo solo alla seconda partita della stagione, neanche del Campionato, quindi, se il Napoli non era da Scudetto ieri non lo diventa oggi, sicuramente, però è un bel inizio ed una bella inizione di fiducia.

2 - Hirving Lozano: il messicano è oggettivamente il man of the match, anche se dal punto di vista tattico altri hanno fatto meglio. Due gol, uno divorato, ma cercato, una discreta copertura nella fase difesiva. Finalmente si comincia un po' a capire il clamore del suo arrivo dello scorso anno e il perché della cifra spesa. Ovviamente dovrà dimostrare che non è un fuoco accidentale, ma una fiamma ritrovata.

3 - Il nuovo - vecchio Mertens: il belga cambia ruolo, si allontana dalla porta, diventa trequartista o esterno sinistro, ma resta decisivo e bomber come sempre. Due gare, due gol e tante giocate di grandissima qualità, vedi l'assist per l'1-0. Da esterno bene, da attaccante fenomeno, che la consacrazione massima arrivì giocando da 10 nella squadra del 10 per antonomasia? Vedremo

4 - Peccato per Insigne: il capitano non aveva giocato male, ma neanche benissimo, sicuramente dispiace per l'infortunio, perché potrebbe pesare tantissimo, perché salterà la Juve, perché, piaccia o meno, un altro Magnifico in rosa non c'è.

5 - Dal 4-2-3-1 al 4-3-3, la via di Gattuso: Ringhio ha tracciato la strada, mostrato il suo calcio, che, lasciatecelo dire, è un calcio che ci piace. La manovra è ancora un po' lenta e il fraseggio poco fluido, anche se tende a velocizzarsi con il passare dei minuti, ma il pensiero è chiaro: un centravanti che gioca per la squadra di sponda, aprendo spazi, portando via i difensori e tre giocatori sulla trequarti, più due centrocampisti, pronti ad inserirsi e ad andare in porta, viste anche le qualità balistiche di tutti. Ecco il perché di Petagna a gennaio, ecco perché Osimhen adesso, ecco perché in due gare hanno segnato sei giocatori diversi e tutti posizionati nei cinque alle spalle della punta. Con questa idea, che si unisce al pressing offensivo, al fraseggio e al gioco dal basso, le possibilità di diviertirci parecchio sono concrete. 

6 - Osimhen, non solo l'attesa del gol: il nigeriano non stupisce per i gol, che tutti aspettano con ansia, ma, dopo l'impatto devastante sulla squadra nella ripresa a Parma, qui gioca per e con i compagni per tutta la sfida. Un assist di tacco, tanti colpi a cercare l'inserimento, una lotta continua con i centrali del Grifone, che per badare a lui sembrano dimenticare tutti gli altri. Un lavoro sporco, forse sì, ma fondamentale.

7 - Porta imbattuta! Non siamo ancora su numeri da capogiro, ma, considerando il 2019/2020 del Napoli, iniziare il 2020/2021 con due gare a rete inviolata e quasi nessun tiro nello specchio è tanta roba. Le cause di questo buon risultato sono tante, partendo da due portieri in ottima forma, passando per una difesa rinata, fino ad un sistema di gioco che, a prescindere dal modulo, pretende il sacrificio di tutto o quasi. Non a caso ieri abbiamo visto Lozano recuperare negli ultimi venti metri di campo difesi dagli azzurri, Osimhen liberare l'area un paio di volte, per non parlare di Mertens che fa il ruba palloni sulla trequarti o a centrocampo.

8 - Il ritorno di Kalidou: finalmente il senegalese sembra tornato quello di un tempo. Forse non è ancora sui livelli dell'ultimo anno di Sarri, ma ci manca poco e, cosa ancor più importante, lavora bene con Manolas. Considerando che in panchina abbiamo il miglior difensore dello scorso campionato del Napoli, ovvero Maksimovic, sotto questo punto di vista i problemi sembrano davvero non esserci.

9 - Ehi Hysaj, ma non dovevamo non rivederci più? Ebbene sì, nelle ultime tre sessioni di mercato estive abbiamo sentito quasi sempre preannunciare il suo addio da parte addirittura del suo procuratore. Lo abbiamo sempre visto messo in panchina fra le riserve nelle probabili formazioni di inizio stagione, eppure, alla fine, Elseid è sempre lì, a destra o a sinistra. Al momento Gattuso lo sta preferendo sia a Ghoulam che a Mario Rui, sulla carta i titolari di fascia. I motivi possono essere tanti. L'albanese è un giocatore più che discreto in entrambe le fasi, cosa che non si può dire degli altri due. E' in ottima forma e, soprattutto nello sbilanciato 4-2-3-1, dà più garanzie in copertura. Inoltre, con il titolare indiscusso della corsia opposta, Di Lorenzo, può essere facilmente oggetto di inversione di fascia come accaduto ieri. Insomma, alla fine, gira e rigira, lui è sempre lì, più che utile alla causa.

10 - Fabian - Zielinski, che duo! Come detto, siamo ancora agli inizi, guaia a lasciarsi andare ai facili entusiasmi, ma le prestazioni dei due centrocampisti scelti da Gattuso sono in ascesa e raramente li abbiamo visti così in forma, soprattutto lo spagnolo. Certo, devono ancora migliorare la velocità d'esecuzione ed impostazione della manovra, ma per il resto li vediamo grintosi, vogliosi, sicuri di sè. Se a questo ci aggiungiamo la tattica degli inserimenti, di cui sopra, probabilmente quello di Zielinski potrebbe essere il primo di una lunga serie di gol nati dai loro piedi. Resta un po' di perplessità sull'impiego di Demme, che aveva impressionato moltissimo al suo arrivo a gennaio scorso.

 

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