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Dieci opinioni dopo . . . Lazio-Napoli

di Diego Spezzacatena 12/01/2020 17:57

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Ben trovati, cari lettori, con la nostra rubrica Dieci opinioni dopo . . . Questa volta analizzeremo la sfida tenutasi ieri all'Olimpico di Roma fra Lazio e Napoli.

PARTIAMO . . . 

1 - Spiegare e analizzare una sconfitta così è davvero difficile. Personalmente l'ho presa con una certa filosofia, facendo il possibile per vedere il bicchiere mezzo pieno. Un bicchiere riempito ben oltre la metà fino alla pasticcio di Ospina.

2 - Primo tempo, come spesso capita, da buttare. Lo so, per quei pochi sciagurati che hanno il coraggio di leggermi sarò ripetitivo, ma ancora una volta il Napoli regala un tempo o una parte di frazione di gara agli avversari. Primametà di gara sulle gambe, intimorati, ancora, ancora e ancora. Non se ne può più, a questi ragazzi va fatta cura motivazionale prima di entrare in campo.

3 - Secondo tempo bello come pochi. Chissà, forse Gattuso l'aveva pensata così, oppure è riuscito a toccare le corde giuste nell'intervallo, sta di fatto che il secondo tempo del Napoli all'Olimpico è stato eccellente. Quello visto ieri nella ripresa è forse il miglior Napoli di stagione, nel gioco di squadra e in molte individualità. È mancato solo il gol, per sfortuna, imprecisione e la bravura di Strakosha.

4 - Hysaj redivivo. Da giocatore messosi da solo sul mercato ed emarginato con Ancelotti a pilastro della difesa di Gattuso? Il tempo ce lo dirà, ma sta di fatto che l'Hysaj di ieri è stato davvero eccezionale in entrambe le fasi di gioco. Tecnica, applicazione tattica, sicurezza. Ha ricordato il miglior Hysaj visto con Sarri, quello che qualcuno come l'Atletico Madrid avrebbe provato a prendere per quasi 50 milioni.

5 - Fabian, ma allora il vertice basso un po' lo puoi fare'! Attenzione, non stiamo dicendo che il Ruiz di ieri sia stato un Pirlo o un Iniesta e forse nemmeno un Jorginho, ma è stato un play basso ai limiti della sufficienza, in qualche frangente anche oltre. Presente in mezzo al campo, coinvolto nel gioco, recupera palloni. Manca il passo e la precisione massima nei passaggi, ma qui ci sta dire che quello non è il suo ruolo. Si è vista, finalmente, anche un giocata di altissima qualità, quell'intuizione che avrebbe potuto svoltare la sfida, parliamo del tentato assist ad Insigne. Se cominciasse a dialogare così con gli altri compagni di talento, ci sarebbe un grandissimo passo avanti, del singolo e della squadra.

6 - Callejon, soprendente passo indietro. L'ex Real con Gattuso è tornato a giocare a destra praticamente da titolare indiscusso, bassissimo il minutaggio di Lozano. Se con il passare delle sfide si era visto un giocatore in crescita e decisivo su episodi come il gol di Milik contro l'Inter, quello visto ieri è stato la brutta copia. Fuori dal gioco, in posizioni sbagliate, incapace di fare quella giocata, quella scelta in più che potesse portare a qualcosa. Non impeccabile anche in copertura, anzi, spesso non è mai rientrato con efficacia. La sostituzione è stata anche tardiva.

7 - Gattuso, che grinta e che passione. Il tecnico del Napoli sta colpendo ed entrando nei cuori di tutti non per i risultati, sin qui scadenti, ma per la passione, la grinta, la voglia e la sincerità che ci sta mettendo. Mai banale, onesto nelle disamine, innamorato dei suoi ragazzi, che difende e loda sempre e comunque, magari bacchettandoli in privato fra le quattro mura dello spogliatoio. Ieri era tarantolato in panchina, cercava di guidare i suoi come i gamer fanno grazie ai joystick. Come dice lui, il lavoro si vede. Mancano oggettivamente i frutti, ma di questo passo non potranno non arrivare. Merita tempo.

8 - Il Napoli finalmente ha gioco, idee, voglia. Manca ancora il passo, che sta migliorando, manca una vera forza d'impatto in attacco, ma i miglioramente evidenti sono innegabili. Già dire che ieri il Napoli avrebbe meritato di vincere e che la sconfitta è ingiusta, considerando che di fronte c'era questa Lazio in trasferta, è un fatto che fa scalpore rispetto al recente passato.

9 - Milik, dov'eri? Tante volte abbiamo celebrato l'attaccante polacco per i gol, oggi dobbiamo bacchettarlo. Partita incolore, senza mai mettersi in mostra. Nella ripresa, quando il Napoli gioca meglio, ha anche un pallone buono in area, ma ciabatta maldestramente la conclusione di prima. Non male il tiro dalla lunga distanza nel finale, ma troppo poco per essere sufficiente. Sappiamo che non vince le sfide da solo, che non si costruisce i gol da solo, salvo belle conclusioni dal limite, ma che almeno si renda pronto per mettere dentro il lavoro della squadra, questo sì, lo chiediamo. Un lavoro che, tra l'altro, ieri c'è stato.

10 - Ospina. Nota dolente, inspiegabile, indigesta. Il Napoli quest'anno si è fatto tanti gol da solo: Danilo e Koulibaly con la Juve, Castro con il Cagliari, Kulusevski e Gervinho con il Parma, Lukaku e Lautaro con l'Inter, ma quello di ieri resta uno dei meno accettabili. Che i portieri sui tiri possano fare papere ci sta, le ha commesse anche Buffon, ma che si faccia un errore così, con i piedi, con tutta la possibilità di evitarlo lanciando via il pallone no, non si può accettare. Supponenza, immaturità, incapacità di leggere il momento. Ieri anche lo 0-0 sarebbe stato importante, soprattutto per la gara fatta, ma così è cambiato tutto. In generale serve un grande lavoro su tutto il gruppo dal punto di vista mentale per evitare di vederne altri di errori così.