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Le scuole di danza non sono palestre

di Amalia Triggiani 08/05/2020 13:17

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Il decreto “Cura Italia” non tutela le scuole di danza che adesso non solo si troveranno a fronteggiare problemi economici, ma verranno assimilate (con lo stesso regolamento) alle palestre.

Quando e come potranno riaprire è troppo presto per dirlo ma sicuramente ci saranno dei cambiamenti sostanziali.

Scordatevi le lezioni di gruppo, ogni danzatore deve avere un raggio di movimento di circa 5-8 metri. Impossibile in sale piccole.

Gli spogliatoi devono essere rigorosamente chiusi: i danzatori dovranno entrare nella scuola di danza- munita di dispenser con disinfettante- su prenotazione singola e già vestiti con im più indosso mascherina e guanti.

Gli orari di apertura e chiusura saranno prolungati per permettere a tutti gli iscritti di godere della propria lezione.

Di conseguenza i costi saranno maggiori per le scuole -che non avendo tenuto lo spettacolo di fine anno accademico, hanno anche perso delle entrate- quindi costi maggiori anche per gli studenti.

 

Tutte le scuole di danza seguiranno quindi lo stesso regolamento delle palestre.

Chi è del campo però sa che le sale sono botteghe dove si plasmano professionisti e dove si insegna a vivere nel mondo dell’arte.

Ma con un simile “allontanamento”, la simbiosi insegnante-allievo, i legami che si creano con i compagni di corso, la famiglia che si viene a creare, non esisteranno più.

A questo punto sembrerebbe logico continuare a organizzare lezioni online come alternativa. Sbagliato. La didattica a distanza può essere utilizzata per trasmettere conoscenze verbali, nomenclatura ad esempio o ripetere lezioni pratiche già studiate insieme in sala al cospetto dei maestri. Spiegate esercizi e variazioni a distanza potrebbe essere deleterio per il corretto sviluppo delle ossa e della muscolatura, specialmente nell’età dello sviluppo. Ovviamente queste considerazioni valgono per le lezioni da casa che si seguono per un periodo prolungato di tempo, se alle prime armi.

 

Come in ogni altra categoria anche nella danza i giovani non hanno più certezze, ma bisogna scendere in campo e i social sono fondamentali. La danza cambierà e le scuole si devono preparare. Bisogna dare voce al disagio collettivo promuovendo l’importanza di quest’arte.