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Primarie USA, voto in tilt e risultati in ritardo: vittoria di Buttigieg

di Pasquale Pota 07/02/2020 15:35

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Il candidato più giovane e sindaco di South Bend sorprende con una vittoria nella prime elezione dei democratici, ma è Sanders ad ottenere il maggior numero di voti. Delusione per il favorito Biden, solo quarto.

Le primarie del Partito democratico che porteranno alla scelta dello sfidante di Donald Trump nelle elezioni del prossimo novembre non sono iniziate col piede giusto: lunghe attese e ritardi inaccettabili che hanno fatto gioire il tycoon, che non ha mancato di commentare: «non riescono a gestire i caucus e vogliono governare il paese». Le primarie in Iowa, primo stato a votare secondo una consuetudine risalente agli anni Settanta, infatti, non sono elezioni in cui i candidati vengono votati attraverso una scheda elettorale, ma prendono appunto la forma di caucus, assemblee in cui gli elettori scelgono pubblicamente quale candidato sostenere. Nel piccolo stato del Midwest, con oltre un giorno di ritardo, la vittoria è andata al più giovane dei candidati, Pete Buttigieg, con il 26.2% delle preferenze, seguito da Bernie Sanders al 26.1% e da Elizabeth Warren, senatrice del Massachusetts, ferma al 18,2%. Il super favorito vice presidente di Obama, Joe Biden, si posiziona solo quarto con il 15.8% delle preferenze. Le percentuali si trasformano in 11 delegati ciascuno per Buttigieg e Sanders e 5 per Warren, mentre Biden è fermo a zero. Facendo riferimento ai singoli voti espressi, tuttavia, Bernie Sanders risulta il favorito: oltre 42mila i voti per il senatore del Vermont, poco più di 36mila quelli del sindaco dell’Indiana. La percentuale maggiore di Buttigieg è dovuta ad una migliore distribuzione dei voti tra le contee dell’Iowa.

Il giovane sindaco di South Bend ha ottenuto un notevole risultato, scalzando candidati ben più noti e in vista di lui. Laureato ad Harvard, veterano dell’Afghanistan, Buttigieg propone un programma moderato che possa convincere i repubblicani delusi da Donald Trump. È favorevole al “Green New Deal” dei democratici ma contrario alla proposta di sanità pubblica avanzata da Elizabeth Warren. Nel suo progetto l’ampliamento della copertura sanitaria dovrebbe avvenire mantenendo l’assicurazione privata. Divenuto sindaco di South Bend a soli 29 anni, il più giovane negli USA di una città con almeno 100mila abitanti, è stato nominato sindaco dell’anno nel 2013 insieme a Micheal Bloomberg di New York. Secondo i suoi detrattori, tuttavia, non avrebbe esperienza politica sufficiente a governare il Paese. La sua ascesa ricorda secondo alcuni quella di Obama, che nel 2008 superò sorprendentemente Hillary Clinton proprio in Iowa.

Il prossimo appuntamento elettorale per i Dem è quello del New Hampshire l’11 febbraio, poi Nevada e South Carolina. Ma la vera svolta potrebbe arrivare con il cosiddetto Super Tuesday, la votazione del 3 marzo che coinvolge ben 15 Stati compreso il più popoloso, la California, che assegna un totale di 415 delegati.