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A spasso per la Campania tra storia e sapori. Senerchia

Preparate scarpe comode e zaino in spalla perché stiamo per partire alla scoperta della nostra amata regione! Vi porteremo con noi in un super tour tra le ricchezza della nostra terra attraverso la storia, le tradizioni, i prodotti tipici e le attrazioni culturali che rendono unici i nostri paesi!

Una sorta di vademecum che ci permetterà di conoscere, o anche riscoprire, e visitare le bellissime località che caratterizzano il territorio campano.

Pronti, partenza   VIAAA

Ultimo baluardo irpino nella valle del Sele, Senerchia ‘chiude’ chiude le porte della provincia di Avellino e si apre sul salernitano. Un piccolo borgo di circa settecento anime che migrazione e ricerca di lavoro hanno provato grandemente ma che resiste e insiste per far ripartire il paese.

Il nome Senerchia probabilmente deriva dal nome della famiglia normanna che per lungo tempo ha controllato la zona, i Sinerchia, che avevano grandi possedimenti tra la Campania, la Basilicata e la Puglia. Ottenuto il titolo di Conti in seguito alla congiura dei baroni del 1481, cambiarono il cognome in Scardaccione.

Secondo un’altra corrente il nome Senerchia rimanda ai nomi della Toscana settentrionale silerchia, silerchie che richiamano dal latino il nome di una pianta che cresce nei luoghi ricchi di acqua.

Le popolazioni della costa tirrenica della Campania, spaventate dalle incursioni saracene, si videro costrette a fuggire e alcune di loro si stanziarono nella zona dell’odierna Senerchia, ove si trovava già un antico castello, avamposto difensivo della strategica Conza della Campania.

L’antico borgo di Senerchia si era sviluppato intorno al torrente che corre in questa zona ma il terribile terremoto del 1980 che ha distrutto completamente l’abitato e la ricostruzione ha messo radici vicino al vecchio borgo.

La ricostruzione è stata celere e mirata, l’idea progettuale funziona ma sono gli abitanti che mancano, purtroppo. I visitatori hanno modo di addentrarsi nell’antico centro storico e poter ammirare e divagare tra vicoletti, anfratti, abitazioni disabitate che offrono vedute e panorami singolari e unici. Una sorta di artistica decadenza conservata dal tempo e dalla natura.

Il piccolo comune di Senerchia vanta anche una meravigliosa oasi. L’Oasi Valle della caccia e WWF di Senerchia, dal 1992, che salvaguarda specie di ogni genere, un ventaglio faunistico molto ampio unito alla flora tipica dei sorgivi corsi d’acqua. Circa 450 ettari di alberi, sentieri, cascate lungo il torrente Acquabianca che danno l’opportunità di entrare nel mondo del merlo acquaiuolo, della trota fario, dell'usignolo di fiume, dell'Erica terminalis, dei lilium, delle orchidee vivacemente colorate e del raro Pino nero.

Un angolo di paradiso in cui perdersi e ritrovare il contatto con la natura nella sua forma più vera e primordiale.

Ricordarvi che a Senerchia l’olio extra vergine d’oliva è superbo, i salumi e i formaggi unici è un altro incentivo a visitare il borgo.

Appuntamento alla prossima settimana con un nuovo sorprendente viaggio alla scoperta della nostra amata Campania!

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Antonietta Sorece

area cultura

Antonietta Sorece. Classe ’89, generazione Harry Potter! Laureata in Filologia Moderna coltivo da sempre la passione per i libri, per le storie che raccontano e che mi permettono di vivere ‘nuove vite’ ogni giorno. Scrivo da diversi anni di fatti, di cose che conosco perché non sono in grado di inventarne e per questo leggo quelle scritte dagli altri!
Il primo libro che ho letto è stato ‘Storia di una Capinera’ di Verga, quello del cuore è ‘Il conte di Montecristo’. Leggo tanto, di tutto, per restare sempre informata, per evadere, per conoscere, per imparare, per avere un’alternativa. Datemi una biblioteca e un piccolo orto e mi vedrete felice!!

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