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Atalanta-Napoli: le pagelle.

Ancora una sconfitta contro l'Atalanta. Assenze illustri ma anche un'evidente involuzione tattica alla base della seconda sconfitta netta in soli 3 giorni.

Fonte Immagine: bergamascanews.it

La pagella del Napoli

Meret 5,5: Poche colpe quandi gli avversari giocano al tiro a segno. Tanti 4 gol incassati in 90 minuti e 6 in 180 minuti in soli 3 giorni, pur senza avere grandi responsabilità in merito. Incolpevole.

Di Lorenzo 5: Non riesce a difendere così come non riesce ad offendere. Prestazione davvero brutta per il laterale azzurro con una serie di cross rimpallati e un’evidente imbarazzo difensivo che dura per l’intera partita. Involuto.

Rrahmani 5: Giocando con continuità senz’altro migliora la sua intesa difensiva con i compagni ma senza tuttavia eliminare le sbavature di questo processo graduale di inserimento. Spesso distratto e spesso lontanissimo dal raggiungere gli standard mostrati contro la Juventus. Distratto.

Maksimovic 5: Ancora una brutta prestazione per il centrale azzurro. Mai davvero impeccabile nel fronteggiare gli avversari e in evidente difficoltà a sincronizzarsi con i compagni di reparto. Una partita buona e tre da dimenticare sono uno score davvero poco utile per conferire sicurezza a un reparto. Incostante. (dal 78’ Koulibaly s.v.)

Mario Rui 5: Resta per buona parte della gara in piena balia degli avversari che lo superano, sulla sua corsia, con facilità imbarazzante. Responsabilità evidenti su almeno 2 dei 4 gol incassati. Timido. (dal 78’ Gholam s.v.)

Fabian Ruiz 6: Tanta la volontà di prendere per le mani la sua squadra ma anche tanti limiti dettati da una condizione fisica molto approssimativa.

Bakayoko 4: Il peggiore in campo. Perde quasi tutti i contrasti a centrocampo e sbaglia la misura di quasi tutti gli appoggi. Per uno che dovrebbe consentire contenimento e ripartenza è un fallimento fin troppo evidente. Disastroso.

Politano 6,5: Uno dei pochi  all’altezza della situazione. Dai suoi piedi e dalle sue iniziative nascono i due gol che tengono in partita gli azzurri per buona parte della partita. Peccato che sia tra i pochi a sapere cosa fare per mettere in difficoltà gli avversari.Bravo.

Zielinski 6: Un bel gol che conferma in pieno di cosa è capace, ma anche tante pause che lo allontanano dall’essere davvero determinante per la sua squadra. Come sempre potrebbe fare di più se solo decidesse di restare di più in partita.Parziale.(dal 84’Lobotka s.v.)

Elmas 5: Dovrebbe giocare all’Insigne e la cosa non gli riesce. Mostra difficoltà evidenti in un ruolo che non sembra adatto alle sue caratteristiche. Nessuna giocata illuminante e tanti tanti errori. Confuso. (dal 55’ Insigne 5,5: Incide pochissimo nonostante la buona volontà e la solita abilità a verticalizzare il gioco)

Osimhen 5: Perde il duello con Romero che sembra sempre in anticipo nelle poche occasioni dove potrebbe giocare qualche buon pallone. Spaventa tutti perdendo i sensi nel finale dopo uno scontro di gioco, forse l’unica cosa da ricordare in una prestazione incolore. Incolore.

All. Gattuso 5: Ha in mente un piano tattico preciso: difendere stretti e ripartire con lanci lunghi verso Osimhen, ma anche questo modo di affrontare l’Atalanta non lo premia. La squadra non è mai pratica come il suo allenatore vorrebbe, anzi il più delle volte è solo distratta nella fase difensiva e poco convincente nelle ripartenze. I due gol purtroppo non sono frutto di azioni combinate ma solo di giocate individuali mentre gli errori difensivi sono errori di reparto che non possono non riguardare la sua responasabilità. Mediocre.

 

La pagella dell’Atalanta.

Gollini 6: Due gol incassati senza alcuna responsabilità. Secondo tempo da spettatore non pagante.

Toloi 6: Poco sollecitato dagli avversari gli basta davvero poco per trascorrere una serata tranquilla raggiungendo pienamente la sufficienza.

Romero 7,5 : Neutralizza Osimhen giocando costantemente in anticipo trovando anche il tempo di chiudere la partita con un bel gol.

Djimsiti 6,5: Un tantino ruvido in qualche intervento ma sempre bravo a dare la risposta difensiva più opportuna alle iniziative avversarie.

Maehle 6: Complessivamente una buona prova. Meglio nei primi 45 minuti, diventa anonimo nella ripresa quando la partita decolla per merito dei suoi compagni di squadra.

De Roon 6: Quando c’è da picchiare picchia e quando c’è da giocare gioca. Sufficiente in entrambe le cose.

Freuler 6: Come sempre appare pochissimo pur conferendo un contributo di tutto rispetto alla squadra.

Gosens 6,5: Luci ed ombre nella prestazione del centrocampista orobico. Un gol in entrambi le porte ma quello nella porta avversaria alla fine incide di più sulla partita.

Pessina 6: Non ripete la straripante prestazione della semifinale di Coppa ma tutto sommato si conferma un giocatore interessante, molto vicino alla definitiva consacrazione.

Zapata 7: Ancora un gol da ex a coronamento dell’ennesima buona prova contro gli azzurri. Potenza e tecnica ben esibite in occasione del gol e dell’assist che consente a Gosens di siglare il raddoppio.

Muriel 7,5: Il più ispirato nell’attacco dei bergamaschi. Sempre nel vivo delle azioni offensive e sempre uno spauracchio per la difesa avversaria. Pericoloso quando gioca con la squadra e altrettanto pericoloso quando tenta l’iniziativa individuale.

All. Gasperini 7: Non serve la sua presenza costante in panchina. La macchina perfetta macina sempre lo stesso volume di gioco con o senza di lui in panchina. Felice l’intuizione di partenza di scegliere Muriel e Zapata per far breccia nella difesa avversaria. Il vero merito continua ad essere quello di aver saputo mettere insieme un gruppo tecnicamente valido con ogni pedina funzionale al progetto d’insieme. In una simile realtà diventa davvero difficile sbagliare.

 

 

 


Ronald Abbamonte

Nato negli Stati Uniti, ma italiano da sempre, svolge attività di consulente nel settore energetico dopo una lunghissima esperienza nel settore commerciale. Negli ultimi anni ha deciso di riservare più spazio a quella che è stata da sempre una fedele e costante compagna di vita: la scrittura. Gli studi di stampo umanistico e la curiosità per tutto ciò che circonda la vita dell’uomo lo spingono a scrivere su tematiche diverse tra loro ma con lo spirito attento di chi guarda le cose per la prima volta.

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