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Napoli sconfitto da Messi in 30 minuti


Otto agosto 2020. Di solito in queste serata calde ed umide ci si ritrova solo per le amichevoli, a volte neanche, perché si preferisce fare altro, è piena estate. Questa volta no, almeno per Napoli e i napoletani nel mondo, tutto si ferma, come nelle grandi occasioni calcistiche delle altre stagioni, perché c'è il Napoli, ma soprattutto c'è il Napoli che a Barcellona si gioca il passaggio ai quarti di finale di Champions League. Per chi è bloccato ancora in città, perché le vere vacanze cominceranno solo nella settimana di Ferragosto, c'è la corsa già alle 19.30 per prendere una margherita e una birra, da asporto, mangiare in fretta, sbarazzare il tutto e posizionarsi davanti alla TV, con la scelta questa volta fra Canale 5 e Sky, con la prima che per chi è nato negli anni 80', al massimo primi 90', ha qualcosa di decisamente nostalgico, ma bando alle ciance e passiamo alla sfida.

LA PARTITA

Pardo rassicura subito i tifosi azzurri in diretta nazionale, Insigne c'è dall'inizio. In effetti con il capitano in campo è un'altra storia, lo si vede dopo meno di un minuto e mezzo dall'inzio: affondo di Insigne sulla sinistra, tentativo di scavetto al centro, il pallone è sfiorato da Pique in malo modo, ritrovandosi davanti a Mertens. Il belga colpisce di prima, di sinistro, una sfera a mezz'alterzza. La fortuna del Napoli in Europa è sempre puntuale come una vittoria al Superenalotto. Mertens colpisce male e il pallone colpisce il palo esterno alla destra di Ter Stegen e poi si spegne sul fondo.

Al decimo il sogno si spegne quasi subito, con Lenglet che stacca su corner alla destra di Ospina. Il difensore del Barca spinge palesemente Demme, che cade su Koulibaly, finendo entrambi a terra.

Dopo un VAR check senza revisione diretta l'arbitro Cakir convalida. Senza essere di parte restano molti dubbi, così come i due rigori dati ieri sera in Juve-Lione. In generale la Champions meriterebbe arbitraggi migliori, così come un serio utilizzo del VAR, così non serve a nulla.

Il Napoli dopo quell'ottimo spunto iniziale subisce il colpo e si assiste alla solita, in parte anche noiosa, partita del Barcellona. Al 22' arriva il colpo di grazia per il Napoli, con un Messi maradoniano. Entra in area dalla destra ubriacando almeno tre difensori azzurri, ad un certo punto si trova in area circondato da colossi come Manolas e Koulibaly, cade anche a terra, ma non perde mai il pallone e proprio da terra con il sinistro trovo un colpo a giro sul palo opposto. Ospina si allunga, ma per assurdo il colpo è perfetto e il colombiano nulla può. Al Napoli serve un vero miracolo: due gol in 75 minuti senza prenderne altri.

Al 29' sembrano spegnersi anche le speranze del miracolo, con il tridente blaugrana che fa di nuovo il suo show. Triangolazioni al millesimo, Suarez arriva di prima al tiro, Ospina respinge. La sfera arriva a Griezmann, sempre in area ma defilato sulla sinistra. Il francese scucchiaia sul palo opposto con il goniometro. La sfera super lo stacco di Mario Rui di quanto basta per essere stoppata di petto da Messi, che da due passi batte Ospina. 

A sorpresa Cakir, dopo un lungo VAR Check, annulla per un fallo di mano, che di fatto non sembra esserci. Si resta sul 2-0.

Al 42' altro caso per il VAR. Koulibaly gestisce malissimo un pallone nella sua area di rigore, Messi arriva da dietro come un falco. Il centrale azzurro, accortosi della presenza del rivale, cerca di calciare via il pallone, ma nel farlo scalcia via anche Messi, che oramai lo aveva sopravanzato ed era pronto a scippargli la sfera. Entrambi i giocatori finiscono a terra, c'è bisogno dei soccorsi. Nel frattempo c'è un VAR Check, non sono sicuri e Cakir va anche a vedere direttamente. Alla fine il penalty, che sembra sacrosanto, viene assegnato.

Messi non è ancora al meglio dopo il colpo e dal dischetto va Suarez. L'uruguaiano spiazza Ospina alla sua sinistra con una conclusione nemmeno troppo pregevole. 

Stavolta il discorso sembra davvero chiuso, al Napoli servirebbero 3 gol. Passano però un paio di minuti, oramai siamo già nel recupero di 5 minuti. Il Napoli comunque ci prova e Mertens in area viene steso da Rakitic. Questa volta Cakir assegna il rigore, senza bisogno del VAR. 

Dal dischetto ci va Insigne, che con un colpo nell'angolino basso alla sua sinistra spiazza Ter Stegen. Adesso di gol ne servono comunque 2, un'impresa, ma almeno c'è una nota positiva.

Dopo un ultimo arrembante attacco del Napoli, sui cui la difesa del Barca libera con affanno a pochi metri dalla linea di porta, si va al riposo sul 3-1.

L'inizio della ripresa mostra quanto questo Barca non sia quello degli ultimi lustri, con un Napoli che quasi chiude nella propria metà campo i padroni di casa. La manovra azzurra è però lenta, senza spunti e le mezze occasioni arrivano tutte o quasi da palloni gettati al centro su calcio da fermo. Per l'ennesima volta negli ultimi anni si evidenzia in modo palese quuanto sia comodo per il Napoli non avere un centravanti di peso, arrivando spesso sugli esterni, ma non potendo di fatto crossare. La migliore mezza occasione nasce propria da una situazione simile, con cross di Callejon dalla destra, Mertens che calcia male di prima e il pallone svirgolato che arriva a Insigne. Il capitano in posizione di centravanti colpisce di testa da distanza ravvicinata, ma di fatto è un passaggio per Ter Stegen. Le due squadre sono stanchissime, la gara perde qualsiasi  fascino estetico. Gattuso le tenta tutte, gettando nella mischia Politano, Lobotka, Lozano, Milik ed Elmas, ma occasioni non ne arrivano. Stesso discorso del Barca, che stranamente divora un gran numero di possibili ripartenze. 

Una flebile speranza si accende per mezzo secondo all'80, quando proprio il neo entrato Milik batte di testa Ter Stegen su cross lunghissimo dalla trequarti di Mario Rui. Cakir però annulla subito per fuorigioco, che dopo un rapidissimo controllo del VAR viene giustamente confermato.

Gli azzurri sembrano metterci davvero cattiveria solo nel finale, quando intorno all'85' Ter Stegen salva due volte su due occasioni sporche di Lozano: la prima di testa sul palo alla destra del portiere blaugrana e la seconda sugli sviluppi della stessa respinta. Il Barca ora è davvero alle corde, ma il tempo è troppo poco, i gol sempre due e comunque di fronte c'è pur sempre il Barcellona. Negli istanti finale le occasioni migliori capitano sui piedi di un difensore, Di Lorenzo. L'ex Empoli ci prova due volte direttamente e una serve al centro, ma non riesce mai a tirare fuori il coniglio al cilindro. Alla fine, dopo cinque minuti di recupero, il Barca passa il turno meritatamente, ma nel complesso dei 180 minuti per il Napoli ci sono molti rimpianti e un 4-2 complessivo davvero troppo pesante.

Diego Spezzacatena

Condirettore

Nato a Napoli nel 1989, e nel 2012 fa i suoi primi esordi nel mondo dell’editoria campana come praticante giornalista in varie redazioni sportive. Nel 2016 comincia la collaborazione con il Corriere della Campania e nello stesso anno si laurea in Lettere Moderne presso l’Università Federico II di Napoli, con una tesi sulla presenza della cultura islamica nella Commedia di Dante. Il titolo viene bissato l’anno successivo, con il conseguimento della laurea Magistrale in Filologia Moderna con il massimo dei voti. Nel 2018 completa l’iter per l’iscrizione presso l’albo dei giornalisti pubblicisti della Campania. Attualmente è Condirettore del Corriere della Campania e docente di italiano e storia presso un istituto tecnico-professionale di Pozzuoli.

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